Simonetta Agnello Hornby ha ambientato il suo nuovo romanzo in un’Europa collegata da un fil rouge che conduce gli eventi dalla domestica Sicilia, alla città più estesa e popolata d'Europa, ovvero Londra. La narrazione è strutturata come un viaggio. Un viaggio ricco di fatti che si svolgono e attraversano anche le bellezze artistiche dell'Italia. E che portano verso altrettanti lidi artistici, pur se più nebbiosi, presenti in terra inglese. Con grande capacità di inventiva, la scrittrice trasfigura l’andare, lo spostarsi sul terreno ribaltandolo verso l’alto. In direzione di un’altra dimensione. Difficile da realizzare fisicamente. Ma non intellettualmente.

Insieme a molte storie toccanti, la scrittrice regala a chi si accosta a questo suo lavoro uno sguardo nuovo. Una visione più libera. La narrazione presente in “Nessuno può volare” è, quindi, una sorta di viaggio-volo svolto al di sopra dei pregiudizi e dei luoghi comuni.

La trama

La data prevista per l’uscita del volume “Nessuno può volare” è il 28 settembre 2017 (Feltrinelli). Il racconto messo in azione dalla Hornby è legato – e attraverso essi si esplica – soprattutto alla serie di ritratti gustosi e premurosi che vengono presentati al lettore. Un esempio su tutti, per rendersi conto sia delle capacità descrittive dell’autrice, sia di quelle risolutive dei suoi personaggi, vede il tema della zia cleptomane. Che fare per eliminare o abbassare quanto più possibile il disagio che sprigiona da una patologia simile? Per Simonetta la soluzione èquando l'argenteria scompare dalla tavola – raffigurare i parenti che con noncuranza estrema e piano, molto piano, le sfilano le posate dalle tasche.

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La cleptomane non se ne deve accorgere. Bisogna evitare che essa si imbarazzi. Non è giusto penalizzare chi soffre una condizione sfavorevole.

I personaggi

In questo libro targato 2017, le figure presentate dalla scrittrice sono molteplici. La cleptomane si chiama zia Rosina. Poi c’è Nini, sordomuta. C’è la bambinaia Giuliana, zoppa. E poi, ancora, il cieco che 'non vede bene', il claudicante che 'fa fatica a camminare', l'obeso ‘pesante', l'invalido, etc. Nella visione dell’autrice vi sono la convinzione e la consapevolezza che si è tutti normali. Magari normalmente diversi: uomini e donne sono portatori di proprie caratteristiche. E nelle “caratteristiche” Simonetta Agnello Hornby vi comprende anche le problematiche fisiche. O psichiche. La chiave di volta del Romanzo e che spiega anche l’originale titolo, quel "Nessuno può volare", è coagulato in una frase detta dalla stessa scrittrice: "Come noi non possiamo volare, così George non avrebbe più potuto camminare”. George è il figlio malato dell’autrice. Insomma, sembra dire, chi non lamenta disturbi della marcia non ha comunque la capacità di librarsi in volo. Se ne farà una ragione. Alla stessa stregua, chi non cammina dovrà mettere sulla scacchiera della vita altre risorse.