Il Padiglione dell'Umanità, allestito per la 57° edizione della Biennale d'arte di Venezia, non è il più appariscente o il più grande, ma è, sicuramente, uno dei più toccanti e suggestivi di quest'evento. Le due artiste, acclamate a livello internazionale, Michal Cole ed Ekin Onat muovono guerra alla società contemporanea ed ai suoi esponenti per la loro incapacità di ascoltare i pareri delle più importanti figure della storia: le donne.

Queste due donne hanno, infatti, allestito una mostra che esibisca sia la retorica di questo genere, il suo modo di esprimersi e la sua importanza, sia la condizione a cui essa è costretta, oppressa e censurata da un mondo che non è capace, o non vuole, sentirne la voce.

L'idea della Casa: il Pianoterra

Le due artiste hanno lavorato nello stesso spazio con mansioni ed ambiti diversi: Ekin Onat si è occupata della sfera più intima e di oppressione in cui la donna è costretta anche in virtù degli avvenimenti che hanno coinvolto il suo paese (Turchia) in questi anni, mentre Michal Cole ha voluto esibire maggiormente la duplicità concettuale che si crea nella casa a seconda della figura di marito e moglie.

È, infatti, questo il focus di una delle prime stanze della casa, il soggiorno, decorato completamente con cravatte maschili perfettamente stirate e disposte a simboleggiare il mondo del marito che in quanto uomo si fa "portavoce", ambasciatore, esponente con l'esterno del nucleo familiare, mentre la donna è identificata maggiormente in un'altra parte del pianterreno: la cucina.

Nella cucina, scarna di formalità e oggetti scenici, ritroviamo nei tegami, nelle tazze e negli oggetti di uso comune l'urlo della donna, rinchiusa ideologicamente in una stanza a servire ed a seguire le vicende importanti del marito solo come spettatrice e non come figura partecipe della decisione.

L'idea della Casa: il Primo Piano

Nella dimensione più privata della vita, quella che appare solo a chi effettivamente vive l'ambiente domestico, troviamo altre due stanze di esplicita denuncia della condizione femminile: il bagno e la camera da letto. La stanza più suggestiva è sicuramente la seconda, che si presenta come una normalissima camera con due donne di spalle l'una rispetto all'altra, in un opera chiamata Absent Presence.

Le figure femminili rappresentate, sono le artiste che si mostrano nella loro realtà quotidiana silenziosa e bianca.

È un padiglione insolito e forte nei messaggi, tuttavia, imperdibile per chiunque ami l'arte e la veda come contributo vero e concreto per il mondo di domani.

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