Pierre Huyghe, artista francese diplomato all'Ecole Nationale Supérieure des Arts Décoratifs, porta una significativa selezione dei suoi lavori all'Espace Louis Vuitton di Venezia (vicino Piazza San Marco) in occasione della 57° edizione dell'Esposizione Internazionale dell'Arte. Una mostra di arte totale che investe lo spettatore attraverso i sensi, in particolare, vista e udito.

A Journey that wasn't (2005)

L'artista non si è mai legato ad uno stile unico d'arte, spaziando tra vari mezzi espressivi come film e video, immagini o interventi dal vivo. A Journey that wasn't non solo è il fulcro attorno al quale gira la mostra, è anche un esempio d'arte totale che coinvolge la persona estraniandola dal mondo reale e facendola vivere realmente attorno al soggetto dell'opera.

Questo film racconta di una spedizione verso il continente antartico e della ricerca di una nuova isola formata dalle calotte glaciali che si sciolgono e si spostano. Su quest'isola vive una creatura rarissima e, pressoché, invisibile: il pinguino albino. Tutta la scena è accompagnata dai rumori naturali delle inospitali pianure innevate polari, togliendo totalmente i suoni prodotti dall'uomo per il trasporto ancora più diretto nel freddo ambiente inquadrato nel video.

Questo mondo statico, isolato ed inverosimile, viene posto in antitesi, nella seconda scena, all'affascinante ma caotico mondo della Metropoli (New York, in questo caso) visto attraverso le due caratteristiche più espressive della città: le luci ed i suoni. Pierre Huyghe prende questi due aspetti scientificamente distanti e li pone in relazione attraverso una sinfonia di suoni realizzati da un'Orchestra che simula tutti i rumori ed il caos della città, con il ritmo delle insegne dei locali, delle luci dei lampioni e con quelle dei palazzi in lontananza.

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Creature e Silence Score

Le altre due opere esposte, sono molto vicine alla principale ma si collegano ad essa per motivi diversi. Creature, realizzata terminata nel 2011, è la ripresa, la rinascita del pinguino albino di cui parla A Journey that wasn't. Una scultura in fibra di vetro e pelliccia sintetica che richiama l'animale posto a testa in giù.

Silence Score, del 1997, riguarda invece l'aspetto della musica. E', infatti, composta da quattro improbabili spartiti ripresi da Silence di John Cage del 1952, e tradotti in vera musica. L'opera di Cage prevedeva che all'inizio dei suoi concerti ci fossero spartiti vuoti per concedere qualche minuto di silenzio nel quale il suono protagonista sarebbe stato quello naturale dell'ambiente, anche il silenzio stesso, Pierre Huyghe traduce questo in musica: il suono naturale.