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Tra parole e aforismi, l'ultimo libro di Gianluca Stival (Il Mio Libro/Feltrinelli) spicca tra i nuovi talenti letterari, per le parole nuovamente piene di forte matrice persuasiva: tra l'archetipo di Leopardi e la psicologia poetica ancora recente del grande James Hillman, scomparso alcuni anni fa, dopo avere rivoluzionato la psicanalisi junghiana. Info e biografia dell'autore in Gianluca Stival wordpress, con in programma diverse significative presentazioni del libro: Pordenone, Bologna, Roma, ecc.. Nostra intervista esclusiva per Blasting News.

La scienza romantica di Giacomo Leopardi

Stival, il tuo ultimo libro "Meriti del mondo ogni sua bellezza" è forse un coraggioso omaggio al Leopardi non solo poetico ma anche conoscitivo, un approfondimento?

L’omaggio a Giacomo Leopardi all’interno del mio libro è esplicitato anche nella poesia “A Giacomo”, in cui ho rivolto un ringraziamento a lui sotto forma di lettera poetica.

Molti associano a Leopardi l’abito di pessimista e addolorato, in realtà è stato uno dei poeti più realisti e ottimisti di tutto l’Ottocento italiano. Lui amava la vita a tal punto da non rassegnarsi al dolore dell’uomo, alla continua lotta interiore di ogni individuo e alla speranza nella rinascita. È uno stereotipo quasi azzardato quello della sua poetica: Leopardi non ha mai imposto una visione nostalgica o amara dell’esistenza [VIDEO], ha semplicemente preso in mano la realtà dandovi una sfumatura oggettiva. La maestria con cui ha reso i concetti di Natura distruttrice, di destino e di speranza è inarrivabile: solo un genio come lui ha potuto far capire all’uomo che la verità va vista con occhi razionali e concreti

La Letteratura come Psicologia vivente

Stival, la tua poetica, nella forma non a caso anche aforistica, presenta forti input anche filosofici, quasi controcorrente rispetto a certo estetismo liquido e manierista oggi diffuso: Cuore + Pensiero binomio ancora possibile?

Secondo la mia opinione è necessario per l’essere umano trovarsi davanti alla vera espressione artistica e confrontarsi con essa.

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L’arte ha sempre portato sollievo, indipendentemente dallo stile o dalla modalità di espressione. James Hillman all’inizio del XXI secolo sosteneva che si dovesse dare un valore aggiunto all’anima, più che alla mente, in modo da far fluire l’emozione dell’arte nel mondo. Questo è un po’ lo scopo delle mie poesie: far sì che tutti si possano ritrovare in una dimensione famigliare senza troppe sovrastrutture. La poesia è pura, è diretta, se non si elabora con il cuore e con la mente non si crea niente.

Stival, Marinetti paradossalmente apprezzava Leopardi, definendolo Maestro di Ottimismo: dalle lacrime oggettive, magari in quest'epoca neobarbarica, nuove Parole piene, dinamiche ma nuovamente la verità-bellezza di un Keats o altri grandi della poetica occidentale?

Arrivare a scoprire la verità è un grande passo che la poesia affronta da ormai decenni: il poeta è un artista svincolato, usa la libertà creativa dell’arte per portare avanti la verità oggettiva della realtà. Pasolini descriveva Roma quasi con una degradazione linguistica, Ungaretti parlava della guerra a tal punto da immergervi il lettore, Trilussa sosteneva addirittura che la verità volesse sempre venire allo scoperto ma che le venisse impedito dal potere.

La potenza della poesia deve sollecitare il lettore ad aprire gli occhi, ad “avvertirlo” come diceva Wilfred Owen, perché ormai la società è ricoperta da imposizioni, regole, negazioni e la libertà risulta quasi un concetto utopico.