In attesa dei risultati degli scavi archeologici diretti dalla professoressa di Restauro Valentina Russo, che hanno interessato l’area del Fiordo di crapolla a Massa Lubrense e che hanno portato al ritrovamento della base del romitorio situato alle spalle dell’abbazia benedettina, opportunamente il centro trekking “Trentaremi” organizza per sabato 25 novembre una visita guidata “tra la collina ed il mare” al Fiordo. L’appuntamento è per le ore 10 in Piazza S. Tommaso Apostolo nella frazione lubrense di Torca, da dove la guida ambientale Simona Gargiulo guiderà gli escursionisti. Il fiordo di Crapolla, in zona B dell’Area Marina, fa parte del comune di Massa Lubrense ed è in stretto rapporto con l’abitato di Torca, di cui costituisce il naturale sbocco al mare.

Il piccolo borgo, come altri centri della costiera amalfitana, assume il carattere di un paese di pescatori che vivono in montagna. Secondo la leggenda, l'apostolo Pietro passò per il fiordo nel suo itinerario verso Roma. Il 29 giugno, nella ricorrenza della festa del Santo, i credenti locali partono in processione da Torca verso la Chiesetta di San Pietro, dove viene officiata una funzione religiosa; la festa continua poi al fiordo tra cibarie e danze. Il sito di Crapolla e le sue architetture, i ruderi di epoca romana, l’abbazia benedettina, la torre vicereale sono state considerate quale bene culturale unitario: un vero e proprio “museo diffuso”.

Una visita guidata tra arte, ambiente, salute

Questo obiettivo è stato fatto proprio anche dall’Area Marina Protetta guidata dal direttore Antonino Miccio.

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La visita consiste nell’attraversamento di sentieri poderali ricalcando il tragitto di una stradina per muli, e la prima porzione del percorso si dipana nella vegetazione mediterranea e segue poi il rio Larito al limitare della balaustrata “La Guardia”, dove un sedile in pietra consente la sosta per contemplare lo struggente panorama: negli occhi gli scogli de Li Galli, l’isolotto dell'Isca e quello di Vetara; sulla mano mancina, il costone di Praiano ed, in giorni senza foschia, l'intero grandangolo; sulla mano dritta, lo sventrato promontorio di Punta Penna. Per poi giungere ai famosi 700 scalini che dalla collina digradano verso il mare. La vista è mozzafiato: gli isolotti de Li Galli – le isole delle sirene – e poi Vetara. A sinistra Praiano e l’intero Golfo di Salerno. In questo luogo incantato nidifica il corvo imperiale. La visita guidata dura quattro ore. Per contatti: info@trentaremi.it.