Lorenzo Baglioni è un giovane ex professore di matematica, con l'idea di sfidare la didattica tradizionale, e affidarsi alla musica per spiegare ai giovani e meno giovani concetti come la genetica di Mendel, le leggi di Keplero e il Teorema di Ruffini. Ha partecipato al Festival di Sanremo 2018 [VIDEO] tra le nuove proposte, con una canzone dal titolo "Il Congiuntivo", modo verbale oramai in disuso.

Parlare ai ragazzi con un linguaggio più semplice e moderno può essere un metodo di apprendimento efficace: questo è ciò che Baglioni vuole trasmettere con la sua musica.

Dunque "Il Congiuntivo" può essere vista come una canzone dal ritornello orecchiabile e divertente, in grado di catturare l'attenzione più di un libro di grammatica, per non sbagliare più un verbo e poter conquistare con facilità l'amore della propria vita (come mostra il videoclip ufficiale).

Cosa succede quando apprendiamo?

L'apprendimento passa per quattro step: acquisizione, comprensione, organizzazione, ritenzione. L'acquisizione avviene durante la lettura di un libro, l'ascolto di un concetto chiave di una lezione, e qualsiasi altra attività che richiede la fissazione di informazioni in memoria [VIDEO], che dovranno essere conservate per un periodo più o meno lungo.

La comprensione è un processo che mira a capire effettivamente il brano del libro letto o ciò che è stato proferito durante la lezione: occorre una mirata capacità di sintesi delle informazioni, ed evitare fonti di distrazione, per restare concentrati su quanto si sta svolgendo.

Dopo aver acquisito e compreso le informazioni, occorre organizzarle per poter facilitare la loro memorizzazione. L'organizzazione segue diversi criteri di codificazione.

Può avvenire seguendo l'ordine temporale di acquisizione delle informazioni (come quando si racconta la storia di un libro letto), oppure un riferimento legato allo spazio (come quando si ricordano i nomi di persone incontrate ad un'importante cena di lavoro, prendendo come riferimento il posto occupato a tavola).

Inoltre, l'organizzazione del materiale può avvenire suddividendo le informazioni da acquisire per categorie di appartenenza o facendo delle associazioni utili alla rievocazione (avete presente la filastrocca per ricordare il nome delle catene delle Alpi?) La ritenzione, per finire, è il mantenimento, nella propria mappa mentale, di quanto appreso e consolidato che dovrà, all'occorrenza, essere rievocato.

Apprendimento: attività naturale o induzione artificiale?

Il cervello è plastico [VIDEO]: si adatta alle esperienze dell'ambiente in cui ci troviamo, e da queste esperienze può restare influenzato e modificare l'attività delle sue connessioni sinaptiche, per potenziare al massimo il suo funzionamento.

Dunque il sistema nervoso, a tutti gli effetti, viene modellato dall'apprendimento, ed è importante che questa sia un'esperienza condotta nel modo più naturale possibile.

Ogni individuo deve tener conto delle proprie esigenze, senza essere vincolato all'artificiosità di uno studio nel quale il motivo-guida resta quello dell'imparare tutto a memoria (attività che, alla fin fine, serve a poco).

L'apprendimento, per poter essere efficace, deve essere legato alla curiosità: osservare, esplorare e provare, aiutano ad assimilare attraverso l'attività pratica. Ciò è particolarmente utile per i bambini che non hanno un cervello pienamente sviluppato per poter legare insieme e ritenere concetti più o meno complessi.

Da tenere conto che l'apprendimento non può avvenire in un'unica fase: non si può pretendere di ricordare tutto e subito ma, con pazienza, si deve dare il tempo al proprio cervello di conoscere e acquisire concetti nella propria mappa mentale, e legarli ad informazioni precedentemente consolidate, per rendere il materiale assimilato più familiare e non totalmente slegato dal resto. Inoltre il vero apprendimento deve essere caratterizzato dal coinvolgimento: non deve essere un'isolata occasione di studio, ma un vero e proprio vivere gli argomenti che si hanno davanti, tenendo fede ai propri bisogni e mettendo da parte lo stress che può soffocare il proprio rendimento.

Apprendimento: quello che occorre sapere

Uno stato di malessere generalizzato e un dolore fisico/morale possono incidere negativamente sulla capacità di apprendimento, mentre la novità e l'interesse restano fattori più che positivi per il proprio studio.

Mai guardare, dunque, con ostilità o paura un nuovo quantitativo di informazioni da assimilare, perché al loro interno potrebbe nascondersi un mondo entusiasmante da scoprire e utilizzare, per formarci come adulti e professionisti in grado di dominare la realtà che ci circonda.

Una possibile strategia da adottare è suddividere il materiale da apprendere in paragrafi più corti, e renderli il più concreti possibile, con esempi o figure in grado di rendere evidente il concetto astratto, proprio come fosse un oggetto a portata di mano.

In fondo, un'immagine può essere più evocativa di una serie di periodi complessi, e un sistema di numeri inseriti in lineari equazioni può aiutare di più rispetto ad una sfilza di numeri lasciati liberi e in ordine sparso.

Mai tentare di superare i limiti fisiologici del proprio organismo e prendere necessarie pause, per permettere al cervello di carburare nuovamente: in fondo la nostra curva dell'attenzione oscilla tra i 20/30 minuti, perché perseverare in una lettura quando proprio non si riescono a capire nemmeno le informazioni più basilari del testo?

Usare mappe concettuali può essere utile per mostrare graficamente il proprio pensiero e dare una linearità ai concetti: colori vividi, disegni, immagini, ripetere come se si stesse tenendo una lezione ad altri... tutto ciò che rende l'apprendimento emozionale, oltre che logico e mnemonico, agevola molto lo studio che si deve affrontare.

Non ci sono difficoltà che tengano: datti il tuo tempo senza seguire quello degli altri, e cerca la tua strada senza ascoltare chi ti dice quello che è giusto per te, senza nemmeno darti la possibilità di esprimerti, e non aver paura di sbagliare!

L'apprendimento passa soprattutto da chi ha il coraggio di osare e mettersi in gioco: aprire la mente, creare ricordi vividi e dinamici senza più la paura dello studio e di non essere all'altezza, aiuta a crescere, maturare e a creare la propria finestra di concetti e acquisizioni, tramite la quale affacciarsi sul mondo e sentirsi finalmente soddisfatti del proprio operato.