Il 2018 doveva essere 'l'anno della pace' per inoki Ness, almeno stando a quanto da lui dichiarato più volte negli ultimi mesi, periodo durante il quale l'uomo simbolo di Rap Pirata si è mostrato spesso sui social, sempre sorridente, positivo e propositivo.

L'anno della pace

Il rapper classe 1979 ha dunque mostrato al pubblico una versione di sé molto diversa da quella polemica e sempre pronta allo scontro dialettico, alla quale gli appassionati di hip hop italiano – soprattutto gli ascoltatori più giovani – erano ormai abituati da anni.

Sono stati tantissimi infatti i dissing, o più banalmente gli scontri social, che hanno coinvolto l'autore di 'Non Mi Avrete Mai' negli ultimi 10 anni: da Salmo a Fabri Fibra, da Marracash ad Achille Lauro, da Noyz Narcos a Guè Pequeno, sono innumerevoli i personaggi influenti nella scena rap italiana ad essere stati pubblicamente insultati da Inoki dal 2010 ad oggi.

La critica a Sfera Ebbasta e Charlie Charles

Non più di due giorni fa sfera ebbasta e Charlie Charles hanno pubblicato un post per annunciare la nascita della loro etichetta discografica, nel testo del comunicato i due si sono definiti come gli artisti che 'hanno cambiato le regole del gioco, riscrivendo la storia dell'hip hop in Italia.'

La frase ha catturato l'attenzione mediatica ben più dell'annuncio della nuova etichetta, suscitando una significativa quantità di polemiche, concretizzatasi in una vera e propria valanga di commenti negativi – che vanno dalla critica ragionata agli insulti omofobi – che a partire da ieri stanno letteralmente inondando il rap-web italiano.

Tra i tanti commenti c'è anche quello di Inoki Ness, diffuso poche ora fa via social, queste le sue parole, oltremodo critiche, nei confronti di Sfera Ebbasta e Charlie Charles:

'Ve ne siete bevuti parecchio di Sciroppo se credete di aver riscritto la storia dell'hip hop in Italia.

Anche perché qualsiasi maggiorenne in Italia si chiede ancora cosa avete a che fare con le due parole hip hop. Tingetevi i capelli, firmate i diari, fate pure un sacco di soldi con la vostra musica di m***a, ma usate le parole giuste.

Allora forse un giorno qualche testa hip hop vera potrà rispettarvi, fino a quel momento chiamatevi col vostro nome: pu**y. E dato che è l'anno della pace, molto pacificamente vi dico di riprendervi, e di rispettare origini e fondamenta di una cultura che si chiama hip hop, se volete usarne il nome.