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In quello che a Hollywood è ormai stato definito “L’anno delle Donne”, è stato annunciato ufficialmente che una tradizione della premiazione degli Oscar verrà infranta: non sarà il premiato dell’anno scorso a consegnare il premio “Miglior Attrice Protagonista”.

Solitamente, infatti, la persona premiata come Miglior Attore dell’anno prima consegna l’anno successivo il prestigioso riconoscimento al suo equivalente del sesso opposto. Sarebbe dovuto essere, quindi, Casey Affleck, premio Oscar 2017 come Miglior Attore, a consegnare la statuetta alla vincitrice di quest’anno, ma saranno invece due donne, Jennifer Lawrence e Jodie Foster.

Il protagonista di Manchester by the Sea non sarà neanche presente alla cerimonia, apparentemente per evitare di distogliere l’attenzione del pubblico e riaccendere la polemica in merito alle accuse di molestie sessuali. Il fratello minore di Ben Affleck era stato accusato nel 2010 prima dalla produttrice Amanda White e, in seconda battuta, dalla fotografa Magdalena Gorka, di comportamenti inappropriati durante la realizzazione del film Io sono qui!

Nello specifico, pur se spesso minimizzati come semplici “commenti volgari” e “racconti delle proprie imprese sessuali”, i comportamenti di cui Casey è stato accusato parrebbero comprendere il buttarsi ubriaco nel mezzo della notte sopra la fotografa addormentata, per poi andarsene sbattendo la porta al suo rifiuto di continuare la “conoscenza” e l’afferrare con rabbia la produttrice, dopo che anche lei aveva fermamente declinato l’invito dell’attore a raggiungerlo nella camera d’hotel, per poi subissarla di SMS offensivi in seguito all’accaduto.

Legalmente, il tutto si è concluso con un opportuno patteggiamento, ma questo non ha impedito la condanna nei confronti dell’attore, in particolare sui social media – che l’anno scorso erano stati inondati di messaggi di sdegno per la stessa candidatura agli Oscar dell’attore, nonché per la sua conseguente vittoria.

Le altre donne a premiare sul palco

Per la categoria Miglior Attore saranno invece, Jane Fonda e Helen Mirren a consegnare la statuetta, presumibilmente al super-favorito Gary Oldman. Che comunque, giusto per rimanere in tema, non è completamente al riparo da possibili polemiche. Ha, infatti, anche lui al suo attivo un’accusa di violenze domestiche. Per la precisione, da parte di una delle sue svariate (5 in totale, ad oggi) ex-mogli, Donya Fiorentino. Oldman ha smentito con forza la notizia riportata dal New York Daily News, secondo cui nei documenti di divorzio la donna ha dichiarato che l’attore l’avrebbe ripetutamente colpita con la cornetta del telefono (correvano gli anni ’90) mentre lei cercava disperatamente di chiamare il 911, con l’aggravante di averlo fatto anche in presenza dei suoi figli.

In ogni caso, la sentenza della corte non pare aver accreditato il racconto della Fiorentino, che all’epoca non aveva ottenuto nemmeno la custodia dei bambini, affidati esclusivamente ad Oldman.

Vedremo se queste accuse, riemerse non casualmente negli ultimi giorni, potranno influenzare negativamente l’esito della premiazione o se si manterrà la tradizione secondo la quale, quando un attore compie una notevole trasformazione fisica per interpretare un ruolo, più facilmente convince i membri dell’Academy ad attribuirgli l’Oscar (vedi Charlize Theron, Nicole Kidman, Matthew McConaughey, tra gli altri).

Il movimento #MeToo e Time’s up

Un’ulteriore sottolineatura del particolare momento storico che si sta vivendo a Hollywood (e, auspicabilmente, non solo) sarà lo spazio concesso al movimento Time’s Up, seguito alla campagna #MeToo sui social. Giovedì scorso è stato annunciato, infatti, che sarà dedicato un momento particolare all’associazione che annovera tra le sue leader la creatrice di Grey’s Anatomy, Shonda Rhimes, e le attrici Laura Dern (Twin Peaks; Big Little Lies; Jurassic Park) e Tessa Thompson (la valchiria dell’ultimo Thor, Ragnarok). Time’s Up ha lanciato lo scorso gennaio una campagna per raccogliere fondi per fornire assistenza legale a coloro che hanno subito molestie e/o abusi sessuali nel posto di lavoro, riuscendo ad ottenere circa 21 milioni di dollari da più di 20 mila donatori. Sono arrivate già 1.700 richieste di assistenza all’associazione, dai più disparati ambienti lavorativi, dalle fattorie agli alberghi ai ristoranti. “Non si tratterà di un impegno limitato solo al tappeto rosso degli Oscar”, ha dichiarato Shonda Rhimes, e non consisterà esclusivamente nell’aiuto a donne molestate, ma saranno all’ordine del giorno anche altri pregiudizi di carattere sessista, come l’essere meno pagate dei colleghi uomini od avere accesso a posizioni di minor prestigio.

La natura dell’intervento in seno alla cerimonia degli Oscar è ancora top secret. Sicuramente, hanno affermato le organizzatrici, non si tratterà di vestirsi di nero, come accaduto agli scorsi Golden Globe.

Per sapere di preciso di cosa si tratti, perciò, non resta che sintonizzarsi e guardare la cerimonia, che andrà in onda domenica 4 marzo dalle 20 (orario West Coast, in Italia saranno le 3 del mattino).

Per vedere, oltre a questo, se vincerà su tutto l’influenza del cosiddetto “Anno delle Donne”, premiando film "carini", ma non eccezionali, come ad esempio Lady Bird [VIDEO], giusto perché opere al femminile di una regista donna, punendo per i suoi possibili trascorsi Oldman, e magari facendo vincere, per dispetto, Lesley Manville, candidata come Miglior Attrice Non Protagonista nonché una delle sue innumerevoli già citate ex-coniugi, lasciata dopo la nascita del suo primo figlio per seguire le grazie di Uma Thurman (sposata dopo un anno, per poi separarsi dopo 2).

Quest’ultima opzione, peraltro, sarebbe più che meritata, essendo la Manville bravissima in Il filo Nascosto – Phantome Thread [VIDEO]. Ed essendo in linea, dicono quelli che amano i pronostici, con la storia passata degli Oscar, in cui una situazione simile di ex si è già presentata e ha visto la vittoria della donna, con sommo scorno dell’uomo: vi ricordate la faccia di Cameron, in lizza per Avatar, quando si è accaparrata la statuetta la sua ex-moglie Kathryn Bigelow per The Hurt Locker? Vedremo.