Nei tardi anni cinquanta iniziò a muovere i primi passi. La tecnologia che ci circonda adesso era, in quegli anni lontani, solo una sorta di ‘bambina’ che provava a imparare a stare in equilibrio. Oggi, la sua maturazione è avvenuta; ed è sotto gli occhi di tutti. E fra le mani di tutti. Questo tema – la fenomenale rivoluzione digitale che ha cambiato la vita e, verrebbe da dire, la forma mentis degli occidentali – non poteva passare inosservata, allo sguardo indagatore e curioso di un autore come Alessandro Baricco.

Non è un gioco

Si chiama “The game” (Einaudi, pag. 230) e la sua uscita è prevista per il 2 ottobre 2018. Il titolo del libro, in inglese, sembra banale segnalarlo, significa ‘il gioco’: ma è solo un termine riassuntivo e che niente ha da spartire con la principale attività dei bambini: tutto quello che accade nell’era della rivoluzione informatica, non può essere relegato nell’ambito del cantuccio ludico dell’esistenza umana.

La moltiplicazione dei canali di accesso alle notizie; il cambio profondo della metodologia della comunicazione; gli incredibili imput che premono da tutte le parti e che hanno portato a cambiamenti economici, sociali e politici mai sperimentati in precedenza, sembra affermare Alessandro Baricco, non sono riconducibili a una definizione semplicistica come quella del ‘gioco’. Se non come termine-simbolo.

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Libri

Prima di ‘The game’

Semmai, lo scrittore ha usato il titolo della sua prossima pubblicazione, come un adesivo ironico. E lo ha appiccicato a tutta quell’attività innescata da chi ha voluto tentare – ed è, ovviamente, ancora in atto – una delle più grandi rivoluzioni di sempre: dare una sorta di nuova libertà. Con l’avventura della rete informatica, l’uomo analogico trova la sua promozione in individuo digitale; si aprono i confini, non ci sono più élite, né caste di intellettuali o, meno ancora, politiche.

Lo scrittore raggiunge questa visione partendo da un altro libro che aveva già, con grande successo, divulgato: “I barbari”. Uno dei pensieri forti di quell’opera è rintracciabile con chiarezza nelle sue ultime pagine. Lì, in quelle parole di chiusura, è segnalato quanto perfino un’opera muraria gigantesca ed eterna come la Muraglia Cinese si sarebbe dimostrata inadatta a funzionare da bastione difensivo contro l’idea del villaggio globale.

Nell’imminente libro, in “The game”, è ribadito il concetto che nessuna pietra potrà resistere contro l’ondata del digitale. La rivoluzione informatica vincerà e supererà qualunque muro.

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