Era il 9 marzo 1959 e la "Mattel" presentava alla Fiera Internazionale del Giocattolo di New York quello che sarebbe stato, da quel momento, l'oggetto del desiderio di ogni bambina: la bambola Barbie. Sono passati sessant'anni e tuttora Barbie gode di ottima salute, sfoggia il suo sorriso smagliante ed è la compagna di giochi delle piccole donne che si vedono già grandi.

Le origini di Barbie

La nascita di Barbie fu del tutto casuale: Ruth Handler, moglie del cofondatore della Mattel Elliot Handler, con il supporto dell'ingegnere Jack Ryan, ebbe l'idea di creare per la sua bambina Barbara una bambola che avesse il suo nome e che somigliasse il più possibile ad una donna adulta, bellissima e di successo.

Barbara Millicent Roberts (nome completo di Barbie) era la prima bambola moderna: gambe lunghe, vita sottile, folti capelli ed occhi profondi. Il modello iniziale fu presentato in versione sia mora che bionda, con un succinto costume zebrato ed un corpo perfetto. Presto Barbie si rivelò un fenomeno commerciale senza precedenti: solo nel 1959 vennero venduti più di 350 mila pezzi al prezzo di 3 dollari ciascuno. Il genio di Ruth portò poi in poco tempo alla creazione di nuove Barbie, corredate di accessori ed abiti intercambiabili. Dall'America all'Europa il passo fu breve e Barbie nel 1964 arrivò anche in Italia.

La storia del successo di Barbie

Nel 1961 Barbie "conobbe" Ken (dal nome di Kenneth, il secondo figlio degli Handler) e nel 1963 fu affiancata dalla migliore amica Midge.

Con il tempo le bambole si adattavano a quelli che erano i cambiamenti della storia delle donne, sempre più emancipate, con ruoli sociali e lavorativi impegnativi e sempre più libere di potersi sentire belle e ben curate. Fu così che Barbie iniziò a sfoggiare lunghe chiome colorate, abitini attillati e look da disco all'ultimo grido.

Attraverso la bambola le bambine realizzavano il sogno di vivere in case principesche, dirigere negozi, prendere un aperitivo al bar con le amiche, girare in auto sportiva o andare a cavallo.

Barbie era davvero versatile: si interessava di politica, faceva qualunque mestiere e posava per grandi stilisti; all'occorrenza si trasformava in una sirena oppure in una brava madre di famiglia o, ancora, prestava il suo volto a grandi donne che davvero contavano. Perchè in fondo, anche Barbie, di anno in anno, è diventata un'icona di stile e ha scritto la sua storia.

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