Lo scorso 26 settembre è uscito nelle cinematografiche italiane Rambo: the last blood, il quinto capitolo della saga del reduce del Vietnam più famoso della storia del Cinema, a distanza di trentasette anni dal primo Rambo, uscito nel lontano 1982. Ebbene sì, questo mese dopo il ritorno di Brad Pitt ripreso dai suoi momenti bui con C'era una volta..ad Hollywood assieme a Leonardo Di Caprio e Margot Robbie, rivediamo anche Sylvester Stallone di nuovo in azione nei panni di uno dei suoi personaggi più iconici: John Rambo.

Il protagonista ovviamente è sempre il noto divo italo-americano nel personaggio che, insieme a Rocky Balboa, gli calza maggiormente a pennello. Muscoli, azione, coraggio, cuore e la voglia di lottare sempre e comunque sono i tratti che accomunano il pugile di Filadelfia all'eroe di guerra. La trama non è ovviamente diversa da quella dei film precedenti, almeno nella sostanza: ci sarà da combattere e soffrire e Rambo lo ha fatto per tutta la sua vita.

Il riposo del guerriero non durerà molto

Rambo costretto a combattere al ritorno in patria nel primo capitolo della saga, poi rispedito in Vietnam e, in seguito, combattente in Afghanistan e Birmania. Adesso sta trascorrendo la sua vecchiaia nel ranch familiare ereditato dal defunto padre. Una vita tranquilla, lontano da tutto. A quanto pare, finalmente, John è arrivato al tanto voluto pensionamento da veterano di guerra, ma non è semplice lasciarsi alle spalle i ricordi.

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L’ex-soldato assume psicofarmaci che lo aiutano a tenere lontani i suoi personali incubi. John vive con la sua vecchia amica Maria Beltran e sua nipote Gabrielle, passando le giornate tra i cavalli del ranch, a riparare staccionate e sulla sua sedia a dondolo. Ma la quiete sta per terminare quando la nipote, tornata in Messico alla ricerca del suo vero padre, non fa più ritorno, perché rapita da un’organizzazione criminale locale che vende le giovani donne per sfruttarle nel mercato sessuale.

L’eroe si metterà sulle tracce della ragazza, affrontando tutto l’esercito criminale che gli si parerà davanti. Tenetevi pronti a vedere John Rambo nuovamente in azione.

Il solito Rambo

Il film, come già detto, ricalca nella sostanza gli altri capitoli della saga. Anche in questo caso non c'è una guerra da combattere almeno in principio, perché Rambo non ha mai avuto intenzione di combattere guerre che non gli appartengono fin dal lontano 1982, ma è sempre stato costretto a riprendere le armi.

Dunque tanta azione, le consuete scene di guerriglia, tanta violenza, forse troppa. Per i critici, questo 5° capitolo è forse il più eccessivo della saga tant'è che negli Stati Uniti il film è stato vietato ai minori di 17 anni per la presenza di "forte violenza, immagini macabre, uso di droga e linguaggio non adatto".

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