Napoli si prepara a diventare il fulcro del dibattito internazionale sul patrimonio culturale. Sulla scia del successo della prima edizione del novembre 2023, la città partenopea ospiterà, dal 4 al 6 giugno 2025, la seconda edizione della Conferenza di Napoli sul patrimonio culturale nel XXI secolo, dal titolo “Cultural Heritage in the 21st Century”. L'evento, organizzato dall'UNESCO, con la collaborazione del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, del Ministero della Cultura e il supporto della Città di Napoli, si terrà nella storica cornice di Castel Capuano.

Obiettivo primario sarà fare il punto sull'implementazione della Call for Action "Spirit of Naples", documento programmatico scaturito dalla precedente conferenza, che promuove un approccio al patrimonio culturale incentrato sull'uomo. Si tratta di un'occasione per valutare i progressi compiuti e per tracciare le linee guida future, rafforzando la conservazione dei diritti culturali delle generazioni presenti e future e la valorizzazione del patrimonio come motore di sviluppo sociale ed economico sostenibile.

L'evento coincide con un importante data per Napoli

La scelta di Napoli come sede non è casuale, ma profondamente simbolica. La città, il cui centro storico è iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale dal 1995 e la cui arte del "Pizzaiuolo" è stata riconosciuta come patrimonio culturale immateriale nel 2017, incarna la coesistenza armoniosa e l'intrinseca connessione tra espressioni culturali materiali e immateriali.

Un legame che la conferenza intende esplorare e promuovere a livello globale. Inoltre, l'evento del 2025 coinciderà con il 2500° anniversario della fondazione di Napoli, offrendo uno scenario unico per approfondire il concetto di "cultura vivente" tramandata attraverso i secoli.

La conferenza si propone di andare oltre la riflessione teorica, per addentrarsi in azioni pratiche capaci di aumentare l'efficacia della salvaguardia e di promuovere il valore aggiunto dell'intersezione tra le due anime del patrimonio. I lavori forniranno contributi sostanziali anche alla prossima Conferenza Mondiale sulle Politiche Culturali e lo Sviluppo Sostenibile – MONDIACULT 2025, in particolare sui temi dei diritti culturali, del rapporto tra cultura e azione per il clima, dell'economia della cultura e della gestione del patrimonio in contesti di crisi.

L'ambizione è quella di consolidare la Conferenza di Napoli come una piattaforma di riflessione periodica e un punto di riferimento autorevole nel dibattito internazionale.

Le sfide contemporanee

Se la prima edizione ha posto le basi concettuali, la seconda accoglierà esperti da tutto il mondo per elaborare proposte concrete di fronte a sfide urgenti. Tra queste, spiccano:

  • Sovraesposizione e le sue conseguenze: L'iscrizione nelle liste UNESCO, pur ambita, genera spesso una visibilità che può sfociare in fenomeni di overtourism e touristification, mettendo a rischio l'integrità dei siti e delle pratiche culturali, come osservato anche a Napoli.
  • Coinvolgimento limitato delle comunità: Le comunità sono la linfa vitale del patrimonio, ma gli attuali metodi di gestione spesso non ne garantiscono un coinvolgimento adeguato e integrato.
  • Perdita di "spirito" e crescente estraneità: Come effetto collaterale della designazione UNESCO, le comunità possono sperimentare un affievolimento del senso di connessione e identità con i propri beni culturali. Mantenere vivo questo legame è cruciale.

Le sei sessioni Tematiche

Per affrontare queste ed altre tematiche, la conferenza si articolerà in sei sessioni principali:

  1. Lo Spirito di Napoli, oggi e domani: Un'analisi della Call for Action "Spirit of Naples" e delle direzioni future per un approccio integrato al patrimonio culturale, richiamando gli obiettivi delle Convenzioni del 1972 (patrimonio materiale) e del 2003 (patrimonio immateriale) e promuovendo approcci sensibili al patrimonio centrati sulla comunità.
  2. Solidarietà per la rappresentatività: Riflessioni su come rafforzare la rappresentatività e la diversità del patrimonio culturale riconosciuto dal sistema UNESCO, incoraggiando la collaborazione tra comunità e Stati anche attraverso candidature transfrontaliere e multinazionali, anche attraverso il sostegno ai paesi sottorappresentati.
  3. Le dimensioni economiche del patrimonio culturale, verso un approccio basato sui diritti: Discussione su come massimizzare gli aspetti economici positivi mitigando al contempo gli effetti negativi come l'eccessiva commercializzazione e la decontestualizzazione, anche attraverso l'uso etico delle nuove tecnologie come l'Intelligenza Artificiale.
  4. Il nostro patrimonio, prevenire la perdita di connessione tra le comunità e i loro siti ed elementi UNESCO: Esplorazione di come le comunità vivono le iscrizioni UNESCO e come garantire il loro ruolo attivo nella gestione e salvaguardia del proprio patrimonio, contrastando il rischio di disaffezione.
  5. Oltre le iscrizioni, migliorare il coinvolgimento della comunità nella salvaguardia del patrimonio materiale e immateriale: Confronto sulle forme di coinvolgimento comunitario e sviluppo di nuovi strumenti per un approccio più partecipativo ed equo, prima e dopo l'iscrizione nelle Liste.
  6. Patrimonio culturale in allerta, in ‘pericolo’ o ‘bisognoso di salvaguardia urgente’?: Analisi dei rischi e delle minacce attuali per il patrimonio e del ruolo cruciale dei meccanismi di salvaguardia UNESCO, come la Lista del Patrimonio Mondiale in Pericolo e la Lista del Patrimonio Culturale Immateriale che necessita di urgente tutela.

Un elemento chiave sarà l'interdisciplinarità e integrazione, supportata da un'ampia rappresentatività geografica degli esperti, con una particolare attenzione alle voci provenienti dai paesi sottorappresentati e dal Sud del mondo, per i quali Napoli si configura come "hub ideale". Si prevede inoltre la possibile presentazione di un Toolkit pratico con le migliori pratiche e le azioni proposte, destinato agli amministratori locali e nazionali.