Si è spenta a 91 anni una delle icone della musica italiana. Ornella Vanoni è stata nel corso della sua carriera una tra le maggiori interpreti di musica leggera in Italia. Il suo ricordo, ma soprattutto la sua musica continuerà a vivere.

È stata una delle artiste italiane dalla carriera più longeva. Erano gli Anni '50, infatti, quando Ornella Vanoni ha esordito per la prima volta. All'inizio della sua carriera si è data alla recitazione, ma la passione per la musica non ha tardato a palesarsi, diventando una delle cantanti italiane di maggior successo, anche all'estero.

La scena musicale perde, certamente, una delle sue icone più longeve.

L'esordio in musica di Ornella Vanoni risale al 1957, a seguito della sua partecipazione a un'opera teatrale nella quale è apparsa nei cambi di scena nell'interpretare alcune ballate musicali. Proprio in quel frangente è nata l'idea di una cantante "intellettuale", impegnata, sofisticata, che ha attirato fin da subito l'interesse del pubblico, ma anche della critica musicale. È stato Giorgio Strehler ad investire per la prima volta sul suo talento, senza restarne assolutamente deluso. Il debutto di Ornella Vanoni è arrivato con le "canzoni della mala", ed è proprio grazie a queste che si è aperta per l'artista la possibile di incidere il suo primo album nel 1958.

La svolta della carriera di Ornella Vanoni è arrivata però negli Anni '60, grazie al fatidico incontro con Gino Paoli.

'Una ragione di più' per amare Ornella Vanoni

Nel 1960 arriva la prima svolta nella carriera di Ornella Vanoni. La cantante, infatti, incontra per la prima volta Gino Paoli, che diventa una figura importante e fondamentale nella sua vita. Dal punto di vista sentimentale, per l'intensa storia d'amore che i due hanno avuto, ma anche nell'ambito artistico per la florida collaborazione. Ed è proprio dal loro amore, rispetto e stima reciproca che è nato il celebre brano che ha fatto la storia della loro carriera, Senza fine. Dal 1965 si sono susseguite una serie di partecipazioni al Festival di Sanremo, raggiungendo addirittura il podio fino al secondo posto, in coppia con Marisa Sannia.

Ed è proprio in quel momento della sua carriera che decide di rivoluzionare la sua immagine.

Ornella Vanoni abbandona la sua "vecchia" gestualità per adottare uno stile ancor più sensuale ed elegante, che si rivela una carta vincente. Le sue canzoni e i suoi live iniziano ad oltrepassare i confini nazionali, raggiungendo anche i teatri esteri, a partire da quelli francesi. Uno degli album più importanti della sua carriera arriva a metà degli Anni '70, La voglia la pazzia l'incoscienza l'allegria, che segna anche la sua prima e fortunata collaborazione con Sergio Bardotti. Presto giunge anche la collaborazione i New Trolls, anche in questo caso tra le più significative del suo percorso musicale.

Gli ultimi anni della carriera di un'icona musicale

A seguito dei successi pubblicati negli Anni '80 e '90, nel 2007 arriva il nuovo disco di inediti di Ornella Vanoni, Una bellissima ragazza. Solo due anni dopo torna al Festival di Sanremo, ma questa volta in vesti di madrina interpretando al fianco di Simona Molinari uno dei più celebri brani della sua carriera: Una ragione in più, un omaggio a Luigi Tenco e Mino Reitano. Nel 2010 ottiene il premio alla carriera, che prosegue a gonfie vele nel frattempo, senza porsi limiti tra musica e cinema.

Nel 2018 c'è il ritorno gara al Festival di Sanremo, dopo diversi anni di assenza, con il brano Imparare ad amarsi. Unica è stato uno degli ultimi album pubblicati da Ornella Vanoni, anticipato dal singolo Un sorriso dentro il pianto, scritto a quattro mani con Francesco Gabbani.

Nel 2024, l'artista ha celebrato il suo percorso artistico con l'uscita di Diverse, il progetto discografico che ha rivisitato alcune delle hit della sua carriera.

La storia dell'artista è stata senza dubbio scandita da un successo dietro l'altro. Una donna che non si è mai risparmiata, nella vita privata ma anche nella carriera. E per questa sua eclettica personalità, sulla quale ha costruito il suo intero percorso, che verrà ricordata per sempre. D'altronde, un'icona non muore mai.