Il Teatro dell’Aquila di Fermo, completamente esaurito, ha ospitato ieri sera il concerto del duo pianistico formato da Martha Argerich e Gabriele Baldocci. Il pubblico ha tributato una standing ovation alla performance, salutando con entusiasmo la “leggenda del piano” insieme al suo partner artistico. Anna Danielli, presidente e direttrice artistica del Circolo di Ave, ha definito l’evento come la realizzazione di “un sogno”.
L’appuntamento, organizzato dal Circolo di Ave, ha riscosso un pieno successo sia in termini di affluenza – teatro sold out – sia di qualità artistica, considerando la notevole impresa di portare a Fermo un’artista del calibro di Argerich, già acclamata sui più importanti palcoscenici internazionali.
Durante la serata, la pianista ha preferito lasciare spazio alle interviste a Baldocci, suo compagno artistico da vent’anni, con cui condivide un sodalizio consolidato da numerose collaborazioni concertistiche. È emerso come Argerich abbia scelto di iniziare lo spettacolo con qualche minuto di ritardo per perfezionare le ultime prove e che porti sempre con sé una pianola durante la tournée per esercitarsi. Ha inoltre dedicato particolare attenzione all’esecuzione del brano “In Their Arms”, composto da Baldocci e a lui dedicato ai nonni, chiedendo al collega indicazioni per una corretta interpretazione.
Argerich, con una tunica nera e pantaloni ampi, e Baldocci, 45 anni, in nero e con un cappello, si sono alternati ai due pianoforti in una performance di rara perfezione e sensibilità musicale.
La critica internazionale riconosce al duo la capacità di “trasformare il pianoforte in un organismo vivente”, un’immagine pienamente confermata anche durante il concerto fermano.
Il programma proposto ha incluso: la Sonata in Re maggiore per due pianoforti K 448 di Mozart, composta nel 1781 in stile galante; la Petite Suite di Debussy (1886-1889), ispirata alle poesie di Verlaine; il Concertino op. 94 di Šostakovič (1953), caratterizzato da alternanze di lirismo nostalgico e virtuosismo percussivo; e La Valse di Ravel in trascrizione per due pianoforti, un finale pirotecnico.