Biagio Roscigno, quasi quarantottenne, unisce le sue competenze di restauratore d’arte sacra e scenografo presepiale per dare vita ai pastori, un'arte profondamente legata al contesto napoletano. «L’emozione è determinata dalla mia passione – spiega – ma è il contesto ambientale che mi aiuta nel lavoro. È Napoli il mio presepe, con la sua vita, le sue piazze, la sua gente». Lavora nel suo laboratorio, situato al piano terra del suggestivo Palazzo dello Spagnuolo in piazza Vergini, collaborando con istituzioni e privati. Un'esperienza significativa è stata la partecipazione all’allestimento del presepe di Notre-Dame nel dicembre 2024, in collaborazione con i fratelli Sinno.

Attualmente, Roscigno sta sviluppando un progetto dedicato ai “Seicentoni”, figure realizzate in legno che rappresentano un ponte tra il periodo precedente e il Settecento.

La sua passione per l’arte presepiale è radicata fin dall’infanzia. Non ancora dodicenne, spinto da un’innata attrazione per sughero e colla, si avventurò da solo a San Gregorio Armeno. Questa esperienza lo affascinò profondamente. Laureato in Conservazione dei Beni Culturali, si fece notare giovanissimo: a tredici anni vinse una gara parrocchiale e a ventuno allestì una mostra comunale che suscitò dubbi sulla sua paternità artistica. Tra i suoi lavori di rilievo si annovera la scenografia del “Presepe Favoloso” dei fratelli Scuotto, realizzato nella Basilica di Santa Maria della Sanità.

Laboratorio, tradizione e la pulsante vita di Napoli

Il laboratorio di Roscigno è un cuore pulsante nel centro antico di Napoli, ospitato al piano terra del Palazzo dello Spagnuolo. Qui, tra sughero, legno, colori e strumenti artigianali, prende nuova vita la tradizione presepiale partenopea. Roscigno restaura pastori in terracotta e legno, collabora con committenti privati e istituzioni, e crea nuove figure che rispettano la tradizione. Il progetto sui “Seicentoni” evidenzia la sua volontà di connettere epoche e tecniche storiche, creando «figure realizzate interamente o in larga parte in legno, anello di congiunzione fra il periodo precedente e il Settecento».

L'artista è stato anche tra i protagonisti della restituzione alla comunità del quadro della Madonna dei Miracoli, dopo duecentoquindici anni, un evento che sottolinea il suo impegno nella valorizzazione del patrimonio sacro locale.

Un artista immerso nella ricca cultura del presepe napoletano

L’arte presepiale napoletana affonda le sue radici nel Rinascimento e nell’epoca barocca. Un esempio significativo è il presepe ligneo del XVI secolo, opera di Giovanni da Nola, conservato nella chiesa di Santa Maria del Parto a Mergellina. Le poche figure lignee policrome, tra cui una Madonna e san Giuseppe attribuiti a Nola, testimoniano l’antica maestria artigianale e il valore storico dell’arte presepiale partenopea.

È in questo solido patrimonio culturale che si inserisce il lavoro di Roscigno, un artista che prosegue la tradizione attraverso restauri meticolosi, scenografie suggestive e creazioni originali, confrontandosi costantemente con la storia dell’arte presepiale e con la vivacità quotidiana della città.