Il periodo berlinese di David Bowie, definito il più creativo, sperimentale e tormentato della sua carriera, è al centro di due nuove graphic novel in programmazione per marzo 2026. L'opera "Low – David Bowie e gli anni di Berlino" di Reinhard Kleist, in uscita il 6 marzo per Bao Publishing, e "Ho lasciato ogni posto" di Lorenzo Coltellacci e Mattia Tassaro, disponibile dal 31 marzo per Feltrinelli Comics, convergono sulla Trilogia Berlinese. Quest'ultima comprende gli album Low, Heroes e Lodger, pubblicati tra il 1977 e il 1979. Entrambe le graphic novel attribuiscono a Berlino, allora ancora divisa dal Muro, un ruolo da protagonista nella vicenda artistica di Bowie.

"Low": il viaggio nella città e nella psiche di Bowie

In "Low", Kleist completa la biografia emotiva iniziata con il precedente Starman, spiegando con un approccio empatico il passaggio di Bowie da Los Angeles a Berlino. L'artista era in fuga da un periodo di eccessi e abusi, accompagnato da Iggy Pop nella sua rinascita creativa. Negli Hansa Studios, situati vicino al Muro, Bowie registrò la prima parte della trilogia, immerso in un'atmosfera resa palpabile dagli ambienti urbani raccontati nel fumetto. Kleist utilizza lo stile del graphic novel biografico per trasportare il lettore nella Berlino Ovest di fine anni settanta, ricreando club, sessioni di registrazione e l'intenso rapporto tra Bowie, Iggy Pop, Brian Eno e Tony Visconti.

La graphic novel esplora la città come laboratorio musicale e spazio di rigenerazione personale, mostrando come la vita nei club e le registrazioni abbiano contribuito a un cambio di pelle dell'artista, privo della sua vecchia identità glam. Questa seconda parte del dittico biografico descrive il progressivo abbandono della personalità di Ziggy Stardust in favore di una musica più sperimentale e introspettiva.

"Ho lasciato ogni posto": una rappresentazione collettiva della trilogia

"Ho lasciato ogni posto" si concentra sulla fine degli anni settanta e sull'impatto storico della Trilogia Berlinese, evidenziando come tali album abbiano dato forma a un nuovo futuro musicale. Coltellacci, autore con una formazione in lingue e cooperazione internazionale, e Tassaro, illustratore laureato in design della comunicazione, ripropongono una narrazione visiva incentrata su Bowie artista in trasformazione, insieme ai suoi collaboratori e alla città.

Nella loro rappresentazione, Berlino è viva, presente, e osservabile in ogni vignetta come contesto e personaggio. L'opera enfatizza come quegli album abbiano segnato "la fine della musica anni settanta e l’inizio di tutto quello che sono stati post‑punk e new wave", affermando che "David Bowie ... ha cambiato la musica, per sempre. Ha cambiato noi, il nostro mondo. E ha cambiato se stesso, raggiungendo il massimo della creatività e consacrando definitivamente il rock a forma d’arte".

Contesto storico e artistico della Trilogia Berlinese

La trilogia berlinese (Low, Heroes, Lodger, 1977‑1979) rappresenta una svolta nel percorso artistico di Bowie. È il momento in cui abbandona l'eccesso e il glamour per tuffarsi in una sperimentazione sonora ridefinita dal contesto berlinese, caratterizzato dalla frammentazione urbana, dai club e dalla vicinanza del Muro.

Il ruolo fondativo degli Hansa Studios viene valorizzato in particolare in "Low". Questa fase coincide con la dissoluzione della dipendenza e della paranoia vissute in California, e l'inizio di una rinascita creativa profonda, che avrebbe lasciato un segno duraturo nella musica rock e nella cultura popolare. Entrambi i graphic novel rendono visibile una città e un artista in tensione: Berlino non solo osservato, ma vissuto da Bowie come luogo di salvezza, anonimia e ambiente sonoro. Attraverso le loro diverse prospettive visive e narrative, Kleist, Coltellacci e Tassaro offrono letture complementari e coerenti di un capitolo rivoluzionario della storia della musica contemporanea. La rilevanza culturale di queste uscite è rafforzata dal decennale della morte dell'icona, avvenuta il 10 gennaio 2016, che aggiunge uno strato commemorativo al valore di questi racconti visivi.