La regista Francesca Archibugi ha presentato al Bif&st di Bari il suo tredicesimo lungometraggio, "Illusione", che sarà nelle sale dal 7 maggio. Il film trae origine da un fatto di cronaca letto dalla regista dieci anni fa su un trafiletto del Corriere dell’Umbria: la storia di una ragazzina dell’Est Europa ritrovata in un fosso e creduta morta, apparentemente ignorata. Archibugi ha dichiarato di aver cercato sviluppi senza successo, decidendo quindi di "inventare la storia di ciò che le era successo", trasformando l'episodio reale in una trama immaginaria.

Nel cast spiccano Jasmine Trinca, nel ruolo di una pubblica ministera, e Michele Riondino, che interpreta uno psicologo. La protagonista è Rosa Lazar, una giovane che cerca rifugio in un mondo tutto suo, lontano dal male e dalla durezza della realtà. Il film esplora anche le complessità umane che legano la vittima alle figure professionali che la affiancano. Archibugi spiega che "quando una minorenne è vittima, le vengono messe vicino due figure: lo psicologo d'ufficio e il responsabile delle indagini. Queste due persone, insieme a questa ragazzina, sono esseri umani che hanno le loro complessità".

Un intreccio tra dramma giudiziario e vicende personali

L’opera si sviluppa su due piani narrativi: quello del procedimento giudiziario che coinvolge la protagonista e quello delle relazioni personali tra Rosa, la pm e lo psicologo.

Archibugi sottolinea che il film non intende fornire insegnamenti morali o lanciare messaggi programmatici, affermando di "rifuggire da quei film che vogliono lanciare messaggi". La sua visione autoriale privilegia l’esplorazione della complessità delle esperienze umane, lasciando allo spettatore la libertà di trarre le proprie riflessioni.

Il titolo "Illusione" evoca il modo in cui la protagonista si difende da una realtà dolorosa, filtrando le esperienze attraverso una prospettiva personale e illusoria. Rosa "vive in un mondo tutto suo, rifugia il male, vede un mondo rosa, ma le cose non stanno così". La storia, maturata per dieci anni dopo la lettura della notizia, è nata quando, come afferma la regista, "sono le storie che scelgono noi".

Riconoscimenti e continuità autoriale

Durante la presentazione al Bif&st, Archibugi ha ricevuto il premio "Bif&st Arte del cinema", un riconoscimento che la regista ha definito particolarmente significativo perché conferito da "cinefili veri". Questo premio si inserisce in una carriera dove i temi dell’infanzia, dei nuclei fragili e delle vittime sono stati spesso centrali, con un'attenzione costante ai punti di vista più vulnerabili.

La regista ha anche anticipato i suoi progetti futuri: "Sto scrivendo: il tempo di elaborazione è in parte il più bello, ma anche il più fecondo. Sto lavorando a una cosa che magari fra sei mesi cambierà". Il percorso creativo di Archibugi si conferma una ricerca continua di narrazioni sensibili legate all’attualità e al vissuto sociale, con l'obiettivo di dare voce alle vittime e portare alla luce elementi di realtà spesso inascoltati.

La filmografia di Archibugi si distingue per la capacità di connettere cronaca, intimità e complessità umana senza ricorrere a facili moralismi, offrendo allo spettatore un racconto aperto e coinvolgente. Con "Illusione", la regista ribadisce questa impostazione, proponendo una narrazione che, pur partendo da un dato reale, si completa nella ricchezza della finzione cinematografica.