Il Maxxi di Roma è al centro di una profonda trasformazione con l'avvio dei lavori per la rigenerazione verde di Piazza Alighiero Boetti, cuore pulsante del Museo nazionale delle arti del XXI secolo e punto di riferimento per il quartiere Flaminio. L'intervento, che si concluderà entro l'estate, prevede anche la creazione di un nuovo parco urbano su via Masaccio e rientra nel vasto masterplan Grande Maxxi, un progetto di potenziamento e rinnovamento della struttura museale. L'obiettivo è superare l'immagine di "grigio cemento" dell'area, offrendo alla comunità uno spazio pubblico più verde, accogliente e vivibile.

La progettazione è stata affidata all'architetto paesaggista Bas Smets, che ha concepito una rigenerazione ambientale volta non solo all'estetica, ma anche al miglioramento del microclima della piazza e alla promozione della natura urbana. Maria Emanuela Bruni, presidente della Fondazione Maxxi, ha annunciato un'"esplosione di verde", con l'introduzione di numerose essenze e alberi, dalle jacarande ai corbezzoli e piante stagionali. La superficie verde della piazza triplicherà, contribuendo significativamente alla mitigazione del calore e al miglioramento della qualità dell'aria. Bruni ha evidenziato il forte legame con il progetto originale di Zaha Hadid, mirato a un'integrazione fluida tra interno ed esterno, affermando: "La piazza potrà accogliere maggiormente bambini, giovani e studenti".

Tra le specie mediterranee introdotte figurano jacarande, corbezzoli, alberi di Giuda, mirti, lecci e pioppi, che ricreeranno la continuità con le visioni paesaggistiche di Hadid, preservando il grande tiglio preesistente, memoria storica del luogo.

Il Progetto Grande Maxxi e l'Innovazione

Il rinnovamento di Piazza Alighiero Boetti si inserisce nel più ampio piano Grande Maxxi, volto a espandere e migliorare la qualità degli spazi espositivi e collettivi del Museo. Le novità includono la realizzazione di un nuovo giardino pensile sull'edificio e l'apertura di un parco urbano su via Masaccio. Margherita Guccione, direttrice scientifica del Grande Maxxi, ha evidenziato come "la rigenerazione verde della piazza, che entro l’estate sarà più accogliente, confortevole e vivibile, ridefinisce lo spazio pubblico del Museo".

L'obiettivo è rafforzare l'apertura del museo al territorio e la collaborazione con le aree limitrofe, inclusa la riqualificazione dell'Ala Cosenza della Galleria Nazionale d'Arte Moderna e l'area antistante l'Auditorium Parco della Musica.

L'anno 2026 si preannuncia cruciale per il Maxxi, con una ricca programmazione di mostre, eventi e progetti di rigenerazione urbana, in concomitanza con gli ottant'anni della Repubblica Italiana. Oltre agli spazi esterni, sarà interessata anche la hall con installazioni interattive curate dallo studio spagnolo TAKK. Il progetto conferma la missione del Maxxi: apertura, accessibilità e costante ricerca nell'ambito delle arti contemporanee e dell'architettura.

Programmazione 2026: Arte, Architettura e Natura

L'espansione del Maxxi promuove la sintesi tra arte, architettura, natura e comunità, una visione inaugurata da Zaha Hadid e ora ulteriormente potenziata. Le nuove essenze includono aceri mediterranei, pini d'Aleppo, lecci, ornielli e filari di pioppi, arricchendo l'ambiente romano e mediterraneo. Questi spazi verdi saranno dedicati alla sosta e all'incontro, rafforzando il legame tra arte e ambiente. Il vasto programma per il 2026 prevede esposizioni monografiche, un focus sulle donne nell'arte contemporanea con il MAXXI BVLGARI PRIZE, installazioni interattive, celebrazioni per Franco Battiato e William Kentridge, e iniziative per giovani creativi e dibattiti sull'architettura urbana del futuro.

Il Maxxi consolida il suo ruolo di polo d'innovazione, sia artistica che ambientale, offrendo nuovi spazi di socialità e confronto. La fusione di architettura e natura, cifra distintiva degli interventi di Bas Smets e dei padiglioni vegetali dello Studio TAKK, ridefinisce il rapporto tra museo, cittadinanza e paesaggio urbano, portando avanti la visione originaria di un museo aperto e profondamente integrato nel territorio.