Il 12 marzo Liza Minnelli festeggia il suo ottantesimo compleanno. A pochi giorni da questo importante traguardo, la celebre artista celebra la ricorrenza con l’uscita del suo nuovo memoir, Io, Liza, e con il riconoscimento alla carriera conferito dalla GLAAD. La storica associazione LGBTQ+ le ha consegnato il premio alla vigilia del compleanno, confermando il suo status di icona amata.
Cresciuta “letteralmente sotto le luci di Hollywood” come unica figlia di due leggende – Judy Garland e il regista Vincente Minnelli – Liza Minnelli fece la sua prima apparizione a soli tre anni, in braccio alla madre, nel film I Fidanzati Sconosciuti.
Si affermò come star planetaria prima dei vent’anni con Cabaret, il musical di Bob Fosse che le valse l’Oscar nel 1973. La sua carriera ha attraversato cinema, Broadway, televisione e musica, rendendola una delle pochissime artiste a conquistare Emmy, Grammy, Oscar e Tony. Nel 1990 è entrata nel ristretto club degli “EGOT”, risultando la più giovane artista ad aver conseguito questo primato.
La sua vita, tuttavia, è stata un intreccio di successi e difficoltà: quattro matrimoni, aborti spontanei, dipendenze, ricoveri in riabilitazione e un ictus nel 2024 che l’ha costretta a utilizzare una sedia a rotelle. Io, Liza, un’autobiografia di circa cinquecento pagine scritta con il pianista Michael Feinstein, suo amico da oltre quarant’anni, narra una storia di cadute e risalite.
Tra momenti di fragilità e resilienza, la Minnelli afferma: “Se cado, torno subito a combattere. Non arrendetevi. C’è del buono là fuori” e aggiunge che “si può sempre trovare un arcobaleno, se sai dove cercarlo”.
Il memoir: un atto di coraggio
Il memoir Io, Liza, scritto a quattro mani con Michael Feinstein e pubblicato in contemporanea mondiale il 10 marzo da Rizzoli, raccoglie il testimone dal documentario LIZA: A Truly Terrific Absolutely True Story. Il libro ripercorre gli inizi a New York dal trasferimento nel 1961, l’esordio nei musical e le notti allo Studio 54. Affronta con lucidità e ironia la pressione di essere figlia di Judy Garland, i divorzi, la solitudine della fama e la battaglia contro le dipendenze.
L’autrice testimonia la sua capacità di affrontare le avversità con una visione autentica e personale, trasformando la memoria in forma di forza.
Un’icona EGOT e simbolo di resilienza
La carriera di Minnelli rappresenta una sintesi straordinaria dello spettacolo americano: dall’Oscar per Cabaret a Broadway, dalla televisione alla musica. Grazie anche al documento filmico LIZA: A Truly Terrific Absolutely True Story, emerge il ritratto di una donna che ha saputo attraversare la storia dello spettacolo tra luci e ombre, costruendo la propria leggenda. Il riconoscimento della GLAAD alla carriera arriva come simbolo del suo ruolo non solo come artista totalizzante, ma anche come icona di inclusione e resilienza.