All’Opera di Roma, il 3 marzo 2026, ha riscosso un caloroso successo la prima rappresentazione di Ariadne auf Naxos di Richard Strauss, opera che mancava nel repertorio del Costanzi da 35 anni. Il nuovo allestimento firmato da David Hermann, con la direzione d’orchestra del quarantenne francese Maxime Pascal, ha conquistato il pubblico, soprattutto grazie alle voci femminili dei ruoli principali. Il mezzosoprano americano Angela Brower (Der Komponist, en travesti), il soprano francese Axelle Fanyo (Ariadne) e il soprano cinese Ziyi Dai (Zerbinetta) hanno ricevuto lunghi applausi.
L’allestimento, realizzato in collaborazione con la Semperoper Dresden, era già stato presentato nel 2018 e nel 2023 presso il teatro tedesco. Le scene sono di Jo Schramm, le luci di Fabrice Kebour e i costumi di Michaela Barth. Hermann ha affrontato un doppio impegno, alternando le recite di Ariadne auf Naxos con le ultime repliche di Inferno di Lucia Ronchetti, per cui ha curato il riallestimento in italiano dopo la première in tedesco a Francoforte nel 2021. Strauss definì Ariadne auf Naxos – lavoro del 1912 in un prologo e un atto su libretto di Hugo von Hofmannsthal – come la “più difficile e la più spinosa” tra le sue opere, un esperimento di teatro nel teatro volto a mostrare il contrasto tra alta e bassa cultura.
Nel prologo il compositore apprende che nella stessa festa si svolgerà un’opera seria e la farsa di una compagnia di comici; segue poi l’atto in cui Zerbinetta tenta di consolare Arianna, abbandonata da Teseo, finché Bacco, annunciato dalle ninfe, non porta un nuovo amore. Il lieto fine risulta tuttavia ambiguo quando il giovane dio, invece di restare, lascia la scena cantando “le stelle eterne moriranno prima che la morte di strappi dal mio abbraccio”.
Il pubblico ha tributato applausi anche a Maxime Pascal, che definisce l’opera «un incanto continuo, una continua metamorfosi», e ha saputo valorizzare il lungo duetto finale tra Arianna e Bacco, “dentro una musica ricchissima” in cui i personaggi appaiono “trasfigurati dall’aura sonora”.
Le repliche sono previste il 4, il 6, l’8 e il 10 marzo.
Il contesto dell’allestimento e il cast internazionale
Il nuovo allestimento è co-prodotto con la Semperoper Dresden, dove è stato presentato nel 2018 e 2023. Hermann firma regia e visione scenica insieme ai collaboratori Jo Schramm (scene), Fabrice Kebour (luci) e Michaela Barth (costumi). Pascal si conferma interprete di riferimento del repertorio novecentesco e contemporaneo. Il cast riunisce interpreti consolidati e giovani talenti: spiccano Axelle Fanyo (Ariadne), con posizioni di rilievo in opere contemporanee, il tenore Tuomas Katajala nel ruolo di Bacco, Ziyi Dai in Zerbinetta, Angela Brower nei panni del compositore. Completano il cast Äneas Humm (Harlekin), Adrian Eröd (Musiklehrer), Matteo Ivan Rašić (Scaramuccio), Karl Huml (Truffaldino), Manuel Günther (Brighella), Michela Guarrera (Dryade), Lukáš Zeman (Perückenmacher), Dan Karlström (Tanzmeister), e dal progetto Fabbrica – Young Artist Program Jessica Ricci (Najade), Sofia Barbashova (Echo) e Dayu Xu.
L’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma accompagna l’esecuzione.
Questa regia segna un secondo titolo consecutivo per Hermann nella stagione 2025/26 dell’Opera di Roma, dopo Inferno di Ronchetti. La produzione si inserisce nella stagione intitolata Doppio sogno, caratterizzata da numerose coproduzioni internazionali, tra cui anche Mathilde per Lohengrin con Palau de les Arts e la Fenice, e il debutto wagneriano firmato da Mariotti, Michieletto e Korchak. La stagione conta dodici nuove produzioni, otto balletti e quattro concerti, evidenziando il ruolo del Teatro nell’accoglienza del repertorio tradizionale e contemporaneo.
Storia dell’opera e struttura drammaturgica
Ariadne auf Naxos fu composta tra il 1912 e il 1916 da Richard Strauss su libretto di Hugo von Hofmannsthal.
La versione in prologo e un atto, cui si è attenuto l’attuale allestimento, deriva da una revisione del 1916 dopo l’insuccesso della prima versione messa in scena nel 1912, legata al Le Bourgeois gentilhomme di Molière. L’opera incarna l’idea del teatro nel teatro, alternando personaggi dell’opera seria e della commedia dell’arte. Il prologo introduce la situazione drammatica, mentre l’atto unico, ambientato a Nasso, vede Arianna piangere l’abbandono da parte di Teseo, consolata dalle maschere comiche fino all’arrivo di Bacco con la promessa di un nuovo amore.
La prima assoluta fu a Stoccarda, al Königliches Hoftheater, il 25 ottobre 1912, ed è tratta da Molière Le Bourgeois gentilhomme. L’Opera di Roma ha recuperato questo titolo dopo una lunga assenza, restituendolo al pubblico capitolino con una lettura contemporanea e raffinata.