Jessica Mann, parrucchiera ed ex attrice, è tornata il 30 aprile 2026 sul banco dei testimoni a New York, ripercorrendo la sua esperienza con Harvey Weinstein. Al centro del processo vi è l'accusa di stupro nei confronti dell'ex produttore di Hollywood. Mann ha raccontato che Weinstein la intrappolò in una stanza d'albergo a Manhattan, ignorando i suoi tentativi di sottrarsi a contatti sessuali. “Dissi di no ripetutamente e cercai di andarmene. Mi trattava come se fossi di sua proprietà”, ha dichiarato Mann, la cui vicenda è divenuta simbolo del movimento #MeToo.

Durante la deposizione, Mann ha descritto l'inizio della relazione con Weinstein, incontrato a Los Angeles mentre ambiva a una carriera di attrice. Il produttore, dopo un iniziale interesse professionale, avrebbe presto tentato di portarla a letto. Un episodio chiave risale al febbraio 2013 al Montage Beverly Hills, quando Weinstein avrebbe cercato di coinvolgerla in un rapporto a tre con l'attrice italiana Emanuela Postacchini, costringendola a rifugiarsi in bagno in lacrime. Mann ha spiegato che “se poi gli si diceva no, era come se emergesse da lui un lato mostruoso”. Weinstein, rimasto impassibile in aula, rischia ora quattro anni di reclusione per questa accusa di stupro.

Le tappe giudiziarie e l'annullamento della condanna

Il procedimento attuale è un capitolo significativo della complessa vicenda giudiziaria. Harvey Weinstein era stato condannato nel 2020 a ventitré anni di carcere per aver stuprato Mann e costretto a un rapporto orale Mimi Haley, ex assistente di produzione. Tuttavia, la sentenza è stata annullata nell'aprile 2024 per vizio di forma. Successivamente, una giuria di Manhattan non era riuscita a raggiungere un accordo sul capo di imputazione relativo a Jessica Mann, mentre aveva confermato la colpevolezza per le accuse di Haley e assolto Weinstein da quelle mosse da Kaja Sokola. L'impasse sul caso Mann ha portato all'annullamento parziale del processo, sottolineando la complessità delle dinamiche legali in casi di grande risonanza sociale.

Nella sua ricostruzione, Mann ha descritto un mix di sentimenti, alternando momenti in cui si sentiva valorizzata a situazioni di profonda umiliazione, legate ai comportamenti e ai discorsi di Weinstein. Ha sottolineato di aver dovuto gestire un equilibrio difficile con un uomo potente e imprevedibile, in grado di influenzare carriere. Gli avvocati di Weinstein hanno sempre sostenuto un rapporto consenziente, interpretando gli scambi di messaggi come segni di affetto. Mann ha ribadito di aver cercato di contenere una relazione da lei definita confusa e turbolenta.

Contesto e impatto del caso Weinstein

Jessica Mann, quarantenne, ha condiviso in aula il suo percorso personale: cresciuta nello stato di Washington, si era trasferita a Los Angeles per inseguire una carriera cinematografica.

Affrontò difficoltà economiche, vivendo anche in auto, prima di incontrare Weinstein dopo alcune esperienze in pubblicità e piccoli set. La sua testimonianza evidenzia la dinamica di potere tra un giovane talento e una figura di spicco della produzione cinematografica.

Harvey Weinstein, vincitore di premi Oscar e co-fondatore di Miramax, era considerato uno degli uomini più influenti di Hollywood. Le indagini giornalistiche del 2017, che rivelarono decine di testimonianze contro di lui, diedero il via al movimento #MeToo, amplificando il dibattito su molestie e aggressioni sessuali. In vista della nuova fase processuale, Mann ha dichiarato: “Sono pronta, disposta e in grado di sopportare tutto questo quante volte sarà necessario perché giustizia sia fatta”.

Il processo a Weinstein, in corso a Manhattan, riveste notevole rilevanza sociale e storica, riflettendo le profonde trasformazioni culturali nell'industria cinematografica e negli ambienti professionali. Il dibattimento proseguirà con ulteriori giorni di confronto e testimonianze, con giurati, avvocati e giudici chiamati a valutare gli elementi a disposizione.