La ricerca italiana si conferma solida e dinamica, avendo colmato in vent’anni le differenze qualitative tra le istituzioni del Paese. Questo emerge dal Rapporto sulla Valutazione della Qualità della Ricerca (VQR) 2020-2024, presentato a Roma dall’ANVUR. Hanno partecipato 132 istituzioni e 76 mila ricercatori. La VQR non fornisce classifiche, ma fotografa la produzione scientifica, la valorizzazione delle conoscenze e la capacità di attrarre progetti internazionali. La qualità della ricerca si concentra nelle classi B (Eccellente) e C (Standard), con la A (Eccezionale) variabile per area disciplinare.

Dati e metodologia della ricerca

Sono stati valutati 199.816 prodotti scientifici (186.540 da ricercatori attivi, 13.276 da dottori di ricerca esterni al sistema). Coinvolti 33.099 ricercatori stabili e 42.770 neoassunti o promossi. Le aree principali sono Scienze mediche e Ingegneria industriale e dell’informazione, seguite da Scienze biologiche e fisiche. L’83% dei prodotti è in inglese, mentre l’italiano prevale nelle aree umanistiche e giuridiche. Il metodo valutativo si è basato sulla peer review, supportata da indicatori citazionali, con attenzione a trasparenza, riproducibilità e accesso ai dati. L'ANVUR ha coinvolto 723 esperti, 25 assistenti e 6.740 revisori esterni. Rispetto alla VQR 2015-2019, si registra una crescita in ricercatori accreditati, prodotti conferiti e casi studio.

Valorizzazione e prospettive future

La valorizzazione delle conoscenze, con 858 casi studio, si concentra su public engagement, trasferimento tecnologico e produzione e gestione di beni pubblici. Il public engagement predomina per gli enti pubblici di ricerca; le università telematiche si distinguono per i casi legati all’Agenda ONU 2030; le istituzioni volontarie privilegiano il trasferimento tecnologico.

Alessandra Celletti, vicepresidente ANVUR, ha dichiarato: “La Valutazione della Qualità della Ricerca costituisce un percorso complesso e impegnativo che abbiamo affrontato con trasparenza e responsabilità, auspicando che i risultati possano offrire un contributo prezioso alla promozione della qualità della ricerca e alla valorizzazione delle conoscenze”.

Ha inoltre indicato future linee di intervento, come l’inclusione di aspetti legati alla generazione di valore sociale, culturale ed economico, e l’esplorazione delle opportunità offerte dall'Intelligenza Artificiale, mantenendo la centralità del giudizio umano.