Nuovi importanti elementi sono emersi dagli scavi archeologici in corso a Fano, nell’area di piazza Andrea Costa, dove si trova la Basilica di Vitruvio. Il Ministero della Cultura ha annunciato queste recenti scoperte, che hanno permesso di individuare ulteriori strutture murarie attribuibili al monumento vitruviano. I ritrovamenti offrono nuove chiavi interpretative per il complesso archeologico, già noto grazie a precedenti indagini. L'attività si inserisce nel progetto PNRR, promosso dal Comune e seguito dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Ancona e Pesaro e Urbino.
Questa nuova fase arricchisce un percorso iniziato lo scorso gennaio, con l'annuncio del ritrovamento dei resti della Basilica descritta da Vitruvio nel De Architectura. Allora furono scoperte cinque colonne in pietra arenaria, perfettamente allineate, la cui grandezza e conformazione erano coerenti con le indicazioni vitruviane. Questo ritrovamento diede concretezza alla descrizione dell’architetto romano e assunse un valore di rilievo internazionale, ribaltando secoli di ipotesi e restituendo a Fano un ruolo centrale nella storia dell'architettura romana.
Nuove scoperte: fondazioni, pavimentazione e tecniche costruttive
Le indagini attuali si sono concentrate sul recupero delle strutture murarie, rivelando un tratto della fondazione perimetrale dell’edificio, realizzato in “opera vittata”, tecnica tipica dell’età augustea.
Sono emersi anche frammenti di lastre lapidee, probabilmente riconducibili alla pavimentazione originaria, finora sconosciuta. Il sindaco di Fano ha definito la pavimentazione “un elemento di straordinaria importanza”, sottolineando l’impegno amministrativo per liberare e valorizzare l’area, anche attraverso una cabina di regia tra Comune e Soprintendenza.
Collaborazione istituzionale e prospettive future
Il quadro delle indagini è stato rafforzato dal protocollo d’intesa siglato lo scorso due aprile tra il Comune di Fano e la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio. L'accordo disciplina la prosecuzione degli scavi, l’esecuzione dei lavori, la sicurezza del cantiere e la governance dell’area.
La "cabina di regia" istituita ha un valore simbolico e operativo, garantendo un lavoro condiviso e scientificamente rigoroso.
Le nuove evidenze – fondazioni, alzati in opera vittata, elementi lapidei della pavimentazione – arricchiscono la conoscenza del complesso vitruviano. Costituiscono un passo significativo verso la definizione del monumento nella sua totalità strutturale e funzionale. L’area, una volta liberata e tutelata, potrà essere destinata a future fruizioni pubbliche, contribuendo alla valorizzazione culturale di Fano e all’assetto urbano legato alla memoria architettonica.