Il regista Cristian Mungiu ha conquistato la sua seconda Palma d'oro al Festival di Cannes il 24 maggio 2026, grazie al suo film 'Fjord'. Già premiato nel 2007 per '4 mesi, 3 settimane, 2 giorni', Mungiu ha accolto il prestigioso riconoscimento con grande umiltà. "Sono consapevole che molti grandi registi non hanno mai avuto la Palma. Quindi trovo un po' eccessivo averne ricevute due", ha dichiarato, aggiungendo la necessità di attendere anni per valutarne il reale valore e se un film "invecchi bene".
'Fjord', la cui distribuzione in Italia sarà curata da Bim, narra la complessa vicenda di una coppia di romeni evangelici emigrati in Norvegia.
I protagonisti, interpretati da Sebastian Stan e Renate Reinsve, si ritrovano al centro dell'attenzione mediatica e dei servizi sociali norvegesi. La famiglia Gheorghiu, infatti, è sotto osservazione per le proprie metodologie educative, in particolare dopo che a scuola vengono riscontrati lividi inspiegabili su una delle figlie. Durante la cerimonia di chiusura del festival, Renate Reinsve ha mostrato visibile commozione accanto al regista sul palco.
Riflessioni sul premio e il messaggio sociale
Mungiu ha sottolineato come ogni premio sia il risultato di specifici contesti e circostanze. "Sono davvero molto felice per Fjord", ha affermato, evidenziando che "un film ha bisogno di un pubblico.
Allo stesso tempo, per noi cineasti, è importante concentrarsi sui film e non sui premi". Il regista ha confessato che la sua prima reazione dopo aver ricevuto la Palma è stata quella di voler chiamare i figli, ma ha poi desistito, pensando che stessero già dormendo.
Il nuovo intenso dramma sociale di Mungiu affronta la violenza presente nella società odierna. Il cineasta ha espresso la convinzione che esistano diverse soluzioni ai problemi globali e che sia fondamentale rispettare il diritto altrui di trovare le proprie risposte alle domande più importanti dell'umanità. "Non può essere univoco il modo di vivere in un mondo in cui siamo costantemente alla ricerca di un significato", ha dichiarato.
Ha inoltre evidenziato l'importanza di un dialogo aperto e della tolleranza per ridurre l'insopportabile livello di violenza sociale contemporanea, con l'obiettivo di lasciare alle nuove generazioni una società meno violenta.
Il ruolo di Cannes per il cinema romeno
Il regista ha osservato come il Festival di Cannes abbia dedicato negli ultimi anni una particolare attenzione alla nuova generazione di cineasti e ai film romeni, valorizzandoli spesso più delle stesse istituzioni locali. Mungiu ha condiviso i valori che guidano molti cineasti a livello globale, come l'originalità, una prospettiva sul significato della vita, l'ambiguità e l'onestà nel fare cinema. Ha espresso la speranza che il premio possa fungere da catalizzatore, permettendo al film di essere scoperto da un pubblico internazionale, dal Brasile alla Corea o all'Africa.
"Spero sia l’inizio di un dialogo per cambiare la percezione che le persone hanno di se stesse e della società", ha concluso Mungiu, ricevendo la Palma d'oro dalle mani di Tilda Swinton.
L'edizione 2026 del Festival di Cannes ha visto anche altri importanti riconoscimenti: il Grand Prix è stato assegnato a 'Minotaur' di Andrey Zvyagintsev, mentre il premio per la miglior regia è stato condiviso tra Javier Ambrossi e Javier Calvo per 'La Bola Negra' e Pawel Pawlikowski per 'Fatherland'.