Il produttore cinematografico italiano Marco Perego ha segnato un capitolo storico al Festival di Cannes 2026, conquistando un’inedita doppietta: la Palma d’Oro per il film 'Fjord' di Cristian Mungiu e il Gran Premio della Giuria per 'Minotaur' di Andrey Zvyagintsev. Nato a Salò nel 1979 e residente a Los Angeles, Perego è il primo produttore nella storia del festival francese a ricevere entrambi i massimi riconoscimenti nella medesima edizione.
Sposato dal 2013 con l’attrice premio Oscar Zoe Saldaña, Perego ha partecipato alla selezione ufficiale di Cannes con ben tre film in concorso e uno nella Quinzaine des Cinéastes.
Al suo rientro a Los Angeles, ha espresso la sua gratitudine e soddisfazione tramite i social: “Per la prima volta nella storia del festival un produttore ha vinto sia la Palma d’Oro che il Gran Premio nella stessa sera. Ma nulla di tutto questo sarebbe possibile senza il lavoro di squadra”. Ha inoltre ringraziato il Festival, Thierry Frémaux e Iris Knobloch per il loro sostegno ai registi, evidenziando la collaborazione con Michael Cerenzie e Michael Paletta di Leaf, la casa di produzione fondata insieme a Saldaña. La missione di Leaf, ha aggiunto, è “costruire ponti tra le culture attraverso il cinema, e proteggere l’espressione culturale in tutto il mondo”.
I film vincitori: 'Fjord' e 'Minotaur'
Il film 'Fjord', diretto dal regista rumeno Cristian Mungiu, è un dramma politico che esplora lo scontro tra valori progressisti e tradizionali. La trama segue la famiglia Gheorghiu, ferventi evangelici romeni che si trasferiscono in una piccola cittadina norvegese incastonata tra i fiordi. Attraverso le vicende di Mihai (interpretato da Sebastian Stan), un ingegnere aeronautico sposato con una donna norvegese (Renate Reinsve), il film affronta le dinamiche di integrazione e le tensioni culturali tra comunità diverse. L’intreccio si sviluppa attorno a episodi di rigida disciplina familiare e a sospetti di abuso, che emergono quando un’insegnante nota lividi su una delle figlie della coppia.
La pellicola, ispirata a fatti realmente accaduti, succede a 'A Simple Accident' di Jafar Panahi, vincitore della Palma d’Oro nel 2025.
'Minotaur', il film di Andrey Zvyagintsev insignito del Gran Premio della Giuria, si distingue non solo per la sua narrazione artistica, ma anche per il potente discorso pronunciato dal regista durante la cerimonia di premiazione. In quell’occasione, Zvyagintsev ha rivolto un accorato appello affinché cessino le violenze in Ucraina. La vittoria di queste due opere sottolinea il carattere internazionale e il profondo valore sociale della selezione di quest’anno al Festival di Cannes.
Marco Perego e Leaf: una visione internazionale
Marco Perego ha lasciato l’Italia oltre vent’anni fa per dedicarsi all’arte visiva e al cinema, stabilendosi a Los Angeles.
Qui ha fondato, insieme a Zoe Saldaña, la Leaf (acronimo di Life Entertainment Art Film), una casa di produzione focalizzata su progetti di respiro internazionale. La Leaf si è distinta per la promozione di opere che valorizzano la diversità culturale e la collaborazione artistica tra diversi Paesi. Fondamentali in questo percorso sono stati i collaboratori Michael Cerenzie e Michael Paletta, che condividono con Perego l’impegno per il dialogo tra culture differenti nel panorama cinematografico globale.
La notevole presenza di tre film in concorso e uno nella Quinzaine des Cinéastes al Festival di Cannes 2026 evidenzia l’impegno di Perego come promotore di talenti e progetti con una forte impronta europea e internazionale.
La sua doppia vittoria rappresenta un significativo riconoscimento per la produzione italiana all’estero, inserendosi in una tradizione di successi già consolidata da produttori e registi italiani sulla Croisette nelle passate edizioni del festival. I dettagli sui futuri progetti e le celebrazioni sono attesi tramite annunci pubblici da parte di Perego e del suo team.