Enzo Avitabile ha incantato Napoli con un concerto «multitutto», come ama definirlo lui stesso. Ma con Napoli e la sua lingua sempre al centro della visione artistica e musicale. È stato questo il "World Summit" di Enzo Avitabile, una grande celebrazione dell'incontro tra culture e linguaggi, andata in scena a Piazza Mercato davanti a migliaia di persone.
Il concerto dell'incontro
Lo spettacolo ha seguito un filo conduttore preciso: inclusività, dialogo e pace. Un percorso musicale costruito insieme a ospiti di rilievo internazionale come Angélique Kidjo, Rokia Traoré, Ntò, Sayf e 'O Zulù, chiamati a condividere il palco con il musicista napoletano in una serata che ha trasformato Piazza Mercato in un crocevia di suoni, identità e storie.
L'evento si è concluso con due momenti particolarmente intensi: l'interpretazione di "'O surdato 'nnammurato" insieme a Massimiliano Gallo e, subito dopo, "Terra Mia", cantata con il pubblico commosso e illuminato dalle migliaia di luci dei telefonini nel ricordo di Pino Daniele.
Gli ospiti e le emozioni della serata
A rendere ancora più coinvolgente l'atmosfera è stato Massimiliano Gallo, che ha declamato la poesia "Ammore", contribuendo ad accrescere l'intensità emotiva della serata.
Ad aprire il concerto sono stati i Bottari, storici compagni di viaggio di Avitabile, recentemente insignito della laurea all'Università L'Orientale in "Lingue e Comunicazione Interculturale in Area Euromediterranea".
Sul palco della città che «accoglie il mondo» e che non ha mancato di esprimere solidarietà al popolo palestinese, si sono alternati artisti provenienti da diverse tradizioni musicali. Angélique Kidjo ha proposto la celebre "Batonga" e ha dialogato musicalmente con Avitabile in "Salvamm o Munno". La cantautrice maliana Rokia Traoré ha interpretato "Kenia" e "Canta Palestina". Spazio poi al rapper Ntò con "Se ti avessi ora" e "Chest e l'Africa", al rapper italo-tunisino Sayf con "Tutt egual song' 'e criature" e "Tu mi piaci", e a 'O Zulù, storica voce dei 99 Posse, che ha proposto una personale versione di "Caravan Petrol".
Avitabile ha accompagnato gli ospiti con il sassofono e l'arpina, coinvolgendoli anche nelle sue composizioni fino ai bis conclusivi: "Amm''a Amm''a" e "Aizamm' na mana".
Il “suono di comunità”
Per quasi due ore il pubblico ha seguito il ritmo travolgente dei Bottari e delle diverse proposte musicali della serata, nell'ambito dell'evento promosso dal Comune di Napoli per la Festa della Musica, alla presenza del sindaco Gaetano Manfredi e dell'assessora al Turismo Teresa Armato.
Al centro della visione artistica di Avitabile c'è quello che lui definisce un vero e proprio "suono di comunità".
«Cerco la "musicalizzazione dei territori", da Londra a Copenaghen ad Agadir, ma anche a San Giovanni a Teduccio e qui a Piazza Mercato. E fino a quando sarà possibile, non metterò mai un biglietto di ingresso: le persone che mi vogliono bene non sono né miei fans, né clienti, né tifosi.
Sono persone che amano Enzo Avitabile e la sua musica».
Il messaggio ai potenti della terra
Contaminazione e ibridazione culturale sono, per Avitabile, strumenti per dare voce agli ultimi. «Sì, e oggi sono certo che cantiamo per tre quarti del mondo strapieno di "ultimi"». Da qui anche una riflessione severa sul presente e sulle responsabilità della politica internazionale.
«Se continuano a muoversi così fanno schifo – afferma l'artista – perché fare la guerra, impoverire i territori, impoverire l'uomo di ogni giorno crea una condizione pessima. La guerra non è solo quella con le armi – che già fa schifo e senza dimenticare genocidi e Palestina – ma è anche quella che si fa all'uomo di tutti i giorni che esce di casa e deve portare avanti un'intera famiglia. Tutto ciò è colpa dei potenti della terra».