La Francia omaggia Marc Bloch, eminente storico e figura della Resistenza, con il suo ingresso nel Pantheon di Parigi. La solenne cerimonia, presieduta dal presidente Emmanuel Macron, si terrà martedì 23 giugno 2026. La partecipazione pubblica è prevista con un corteo lungo la rue Soufflot fino al mausoleo che accoglie le spoglie di illustri personalità come Victor Hugo, Alexandre Dumas, Marie Curie e Simone Veil.
Durante l’evento, sarà ricordato anche Carlo Ginzburg, il grande studioso italiano recentemente scomparso, la cui opera fu profondamente influenzata dagli studi di Bloch.
Il suo nome sarà evocato nel discorso presidenziale come “degno erede” di Bloch, a testimonianza della portata internazionale e universale del pensiero dello storico francese.
Figlio di ebrei alsaziani, Marc Bloch fu professore di Storia del Medioevo all’Università di Strasburgo dal 1919 al 1936. Rinnovò significativamente la ricerca storica, integrandola con strumenti della sociologia, della geografia, della psicologia e dell’economia. Nel 1929, insieme a Lucien Febvre, fondò la prestigiosa rivista “Annales d’histoire économique et sociale”, dando vita alla celebre scuola delle Annales. Definito “un figlio dei Lumi prestato all’esercito delle Ombre”, unì l’impegno accademico alla lotta per la libertà contro il nazifascismo.
Capitano decorato nella Prima guerra mondiale, richiamato nel 1939, si unì alla Resistenza tra il 1942 e il 1943. Fu arrestato a Lione l’8 marzo 1944, torturato e giustiziato dalla Gestapo il 16 giugno dello stesso anno, insieme ad altri 29 partigiani.
L'omaggio nazionale e la memoria
La panthéonisation di Marc Bloch è storicamente significativa: è la prima volta che uno storico, il cui contributo fu strettamente legato all’impegno nella Resistenza, accede al Pantheon. La scelta di Macron onora figure che coniugarono eccellenza intellettuale e coraggio civile. Dal 2017, il presidente ha portato al Pantheon cinque personalità: Simone Veil (con il marito Antoine), lo scrittore Maurice Genevoix, la resistente e artista Joséphine Baker, e l’armeno Missak Manouchian, simboli di lotta contro il nazifascismo.
L’evento sarà aperto al pubblico il 26 giugno, dalle 16:30, offrendo a cittadini e studiosi l’opportunità di partecipare a questo momento di memoria collettiva. A Parigi, inoltre, sarà visitabile fino al 31 dicembre la mostra “Marc Bloch, l’esprit de l’Histoire”. La decisione di Macron, a meno di un anno dalle elezioni presidenziali del 2027, prosegue la politica degli omaggi nazionali, con future possibilità per Samuel Paty, Adélaïde Hautval e, per la prima volta, l’industriale André Citroën.
Eredità culturale e influenza
Marc Bloch, formatosi all’École normale supérieure, fu modello di storico impegnato nella ricerca e nella difesa delle istituzioni democratiche. Il suo percorso, conclusosi tragicamente a Saint-Didier-de-Formans, ha lasciato un’opera fondamentale per la metodologia storica, caratterizzata dal rigore delle fonti e dall’analisi multidisciplinare.
L’influsso della sua opera si estese ben oltre i confini francesi.
Carlo Ginzburg, fondatore della microstoria e suo erede illustre, riconobbe il debito intellettuale verso Bloch, sottolineando il metodo critico e la tensione etica che li accomunarono. La menzione congiunta testimonia il dialogo tra culture e generazioni di storici, valorizzando una tradizione europea di impegno civile e ricerca scientifica.