La nuova collezione primavera-estate di Simon Cracker, il brand fondato da Simone Botte, porta in passerella una visione della stagione calda lontana dai cliché. Presentata alla Fondazione Sozzani di Milano, la proposta si concentra sulla realtà di un'estate che per molti è sinonimo di disagio, priva dei lussi come ombrellone e lettino. La sfilata, definita una “favola con i piedi per terra”, ha messo in mostra creazioni pensate per essere moda accessibile e realmente indossabile, non solo nei prezzi ma anche nello stile. A indossare gli abiti non sono stati modelli professionisti, ma amici del brand, tra cui i giornalisti Antonio Mancinelli e Giulia Martinelli, con quest'ultima che ha chiuso lo show in un suggestivo abito da sposa.

Simone Botte, direttore creativo di Simon Cracker, spiega la sua filosofia: “Oggi va bene raccontare delle favole perché la realtà è terribile, però non bisogna raccontarle troppo in alto”. L'obiettivo è superare la distanza che spesso si crea tra l'alta moda e il pubblico, proponendo capi che siano percepiti come propri e non irraggiungibili. Questa visione si traduce in una moda con i piedi per terra, vicina alle esigenze quotidiane e accessibile anche economicamente: una maglietta del brand ha un costo di 45 euro, mentre un abito si attesta sui 200 euro. L'etica del marchio si estende anche alla produzione, utilizzando materie prime recuperate da associazioni specializzate nel riciclo di scarti tessili.

Design e Sostenibilità: Il Cuore della Collezione

Il processo creativo della collezione primavera-estate di Simon Cracker si fonda sul recupero e la trasformazione. Oltre settanta abiti da sposa degli anni Ottanta sono stati recuperati, destrutturati e rielaborati, insieme a vecchie lenzuola di cotone e camicie, per dare vita a creazioni uniche che portano con sé storie e memoria. Anche gli accessori riflettono questa filosofia: occhiali con cromie che evocano ghiaccioli che si sciolgono e colori che si riversano su calzature Dr. Martens e borse, creando un legame distintivo tra riutilizzo, arte e funzionalità.

Un aspetto distintivo del brand è l'approccio alla creazione di ogni look, che non nasce su un manichino, ma è espressamente pensato per la persona che lo indosserà.

Simone Botte definisce questo un “processo naturale”, ribadendo che “i vestiti vanno pensati per le persone”. Questa visione rappresenta una vera e propria rivoluzione nel settore della moda, spesso percepito come elitario e distante dalla vita reale.

Il Riconoscimento di una Moda Autentica e Condivisa

Il progetto Simon Cracker sta riscuotendo successo, premiato dalla sua autenticità e concretezza. Botte osserva: “Il marchio sta andando bene perché ha i piedi per terra e perché finalmente sono arrivato a raccontare delle storie che conosco bene”. Il designer evidenzia anche l'importanza della comunità e della condivisione tra i giovani creativi: “Noi adesso siamo tutti amici, ci parliamo e condividiamo i problemi, ci confrontiamo e sappiamo di essere tutti sulla stessa barca ed è una cosa stupenda”.

Questa solidarietà tra colleghi emergenti rafforza la visione di una moda etica e inclusiva.

In sintesi, le creazioni di Simon Cracker narrano una “vacanza coi piedi per terra”, dove la spiaggia libera diventa il simbolo di una realtà vissuta da molti, in contrasto con l'immagine del lido esclusivo. Questa prospettiva, pur radicata nel realismo, non sacrifica la gioia intrinseca della creatività. “Abbiamo tutti l’ansia di vendere o non vendere, ma abbiamo scelto di fare questo lavoro, divertiamoci!”, conclude il designer. È una visione che celebra l'autenticità, l'etica e l'accessibilità, trasformando la passerella in un palcoscenico per storie vere e condivise, ben oltre il semplice capo d'abbigliamento.