È scomparso all'età di novantasei anni Adelmo Cornacchia, figura di riferimento e maestro della ceramica artistica. La sua morte, a dieci anni dalla scomparsa dello scultore Walter Bartoli, chiude una pagina importante per la ceramica romagnola e per Brisighella, in provincia di Ravenna. Qui, nel 1957, Cornacchia e Bartoli fondarono la celebre bottega dei Ceramisti.
Nel loro microcosmo creativo, improntato a una disciplina metodica rinascimentale, i due maestri fusero scultura e pittura. Bartoli plasmava la creta sbozzando i rilievi; Cornacchia operava la sua alchimia cromatica, rivestendo le forme con smalti accesi, riflessi lucidi e preziosi fondali in oro zecchino a ventidue carati o rame puro gran fuoco.
La bottega raggiunse un primato commerciale e culturale, producendo circa trentamila opere diffuse in Italia e all'estero. Questo patrimonio rappresenta quasi la metà delle collezioni storiche globali custodite dal Museo Internazionale delle Ceramiche (Mic) di Faenza, consacrandoli come i principali ceramisti del territorio.
Opere monumentali e lascito artistico
Adelmo Cornacchia firmò capolavori monumentali per circa settanta edifici di culto nel mondo. Tra questi spicca il Giudizio Universale del 1997 per la Chiesa di San Lorenzo a Lugo, composto da 554 formelle su una superficie di 150 metri quadrati. Un'altra opera significativa è il presepio esposto alla Collegiata di Brisighella, donato da papa Giovanni Paolo II alla cattedrale di Ouagadougou in Burkina Faso.
Tutela del patrimonio e memoria della bottega
Il rigore assoluto di Adelmo Cornacchia si manifestò anche nella pianificazione dettagliata del proprio funerale, con rigide istruzioni scritte. Coerentemente, alla chiusura della bottega, ogni singolo stampo fu distrutto per evitare repliche postume. Il patrimonio documentale e l'intero archivio professionale della bottega, custodi della memoria storica, furono affidati a Carlo Serafini, esperto di informazione e d'arte, garantendone la conservazione.