È scomparso il 4 luglio a Nyon, in Svizzera, all’età di 85 anni, Moritz de Hadeln, figura di spicco nel panorama dei festival internazionali di cinema. La sua morte ha suscitato il sincero cordoglio della Biennale di Venezia, che ha ricordato il suo contributo come direttore delle edizioni 2002 e 2003 della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, che sotto la sua guida si distinse per qualità artistica e varietà di talenti.

Nato in Inghilterra e cresciuto tra Italia e Svizzera, de Hadeln possedeva una formazione cosmopolita ed era noto per la sua abilità nel tessere relazioni con autori e produttori.

Membro della Giuria internazionale della Mostra nel 1991, il suo impegno si estese a numerosi altri eventi globali: fu fondatore e direttore del Festival del documentario di Nyon (Vision du Réel), direttore dei festival di Locarno e Berlino (per oltre vent’anni), e del Festival Internazionale du Films de Montréal. Malato da tempo, de Hadeln è deceduto a seguito di complicazioni sopraggiunte durante un intervento chirurgico.

Le edizioni veneziane e i premi

Alla guida della Mostra di Venezia nel 2002 e 2003, Moritz de Hadeln curò due edizioni apprezzate per l’ampia e qualificata selezione di opere. Nel 2002, tra i film presentati, figuravano Frida di Julie Taymor, Era mio padre di Sam Mendes, e The Magdalene Sisters di Peter Mullan, che si aggiudicò il Leone d’oro.

L’edizione del 2003 vide in concorso titoli come Lost in Translation di Sofia Coppola, 21 grammi di Alejandro G. Iñárritu, e Il ritorno di Andrey Zvyagintsev, anch’esso insignito del Leone d’oro.

Durante le sue direzioni veneziane, de Hadeln pose l’accento sul ruolo creativo di artisti e produttori. Nel 2002, attribuì il Leone d’oro alla carriera a Dino Risi; nel 2003 il riconoscimento andò a Omar Sharif e Dino De Laurentiis. Promosse la retrospettiva “L’industria dei prototipi”. Figura di profonda cultura e pragmaticità, de Hadeln si distinse per la sua programmazione lungimirante e la rapidità organizzativa (allestì la Mostra del 2002 in soli quattro mesi). Il suo influente ruolo alla guida di festival come Berlino, Locarno e Montréal, ha contribuito a ridefinire il panorama dei festival cinematografici europei e mondiali, rafforzando la reputazione della Mostra veneziana e il dialogo internazionale.