Scriveva Jim Morrison, riferendosi a una condizione attualissima in ogni parte del mondo. Purtroppo sono tanti i casi di persone che ogni giorno perdono la vita a causa della droga. La possibile morte è causata da un effetto chiamato overdose che generalmente si riferisce alla somministrazione eccessiva di un farmaco in relazione alla tolleranza del suo organismo. La storia della psicologia, il particolare il comportamentismo, ha saputo dare una spiegazione “originale”.

Parliamo di Dwayne Goettel, uomo di trentun’anni, tastierista della famosa band Skinny Puppy che morì per overdose di eroina nel bagno della casa dei genitori.

Secondo un altro componente della band, Goettel era appena tornato a casa dei genitori per disintossicarsi. Egli fa parte delle centinaia di eroinomani che ogni anno muoiono per una reazione tipicamente nota come “overdose”. Eppure, non è ancora ben chiaro come avvengano queste morti. Perché alcuni consumatori abituali di eroina muoiono a causa di una dose che non avevano motivo di pensare che sarebbe stata loro fatale? Una ricerca ha spiegato che alcuni casi di overdose, si spiegano con il fallimento della tolleranza. Come può un eroinomane, che ha passato anni a costruire la propria tolleranza a pesanti dosi di droga [VIDEO], sviluppare invece una tale intolleranza alla sostanza?

La teoria di Pavlov del condizionamento classico

Pavlov, in realtà non era un comportamentista ma era un fisiologo che ha ricevuto il premio Nobel per la medicina nel 1904, perché si interessò al sistema gastrico dei cani.

Egli durante una serie di prove che consistevano nel dare della polvere di cibo al cane (stimolo incondizionato), si accorse, accidentalmente, che dopo una serie di prove il cane iniziava a salivare (risposta incondizionata) prima che il cibo gli venisse portato perché aveva associato il rumore dei passi dello sperimentatore alla comparsa del cibo, o ancora, iniziava a salivare non appena vedeva la ciotola.

Da questo evento, Pavlov si accorse che poteva insegnare al cane a salivare (risposta condizionata) soltanto dopo il suono del campanello (stimolo condizionato) che precedeva la comparsa di cibo. L’aggettivo incondizionato si riferisce al fatto che la risposta avviene in maniera automatica, senza apprendimento.

Pavlov sosteneva che l’assunzione di droga costituisse un tentativo di condizionamento. Lo stimolo incondizionato è l’effetto fisico della sostanza, e la risposta incondizionata è il mondo in cui il corpo ricompensa questi effetti. Il condizionamento si instaura quando l’effetto della sostanza, si associa ad uno stimolo condizionato come per esempio i segnali ambientali.

In altre parole, quando i consumatori abituali stabiliscono una dipendenza, imparano ad associare gli effetti della sostanza all’ambiente nel quale abitualmente consumano. In breve tempo, gli indizi ambientali da soli possono provocare gli effetti di compensazione ancora prima dell’assunzione della droga. Così, gli indizi ambientali servono come segnali, cioè annunciano che gli effetti della sostanza stanno per iniziare.

Preparandosi, l’organismo reagisce agli indizi ambientali in una maniera che aiuta a compensare gli effetti previsti della sostanza. Così la risposta condizionata costruisce la tolleranza alla sostanza diminuendone gli effetti. Questo modello pavloviano nella tolleranza alla droga ha un importante implicazione: gli eroinomani rischiano l’overdose quando assumono la droga in un ambiente che in precedenza non era associato e nessuna assunzione. Se gli indici ambientali generalmente associati all’assunzione di sostanze sono assenti, questo provoca all’organismo una mancata tolleranza.

L’eroinomane assume una forte dose di droga e l’organismo si trova impreparato a fronteggiarne gli effetti. A sostegno di questa ipotesi sono stati effettuati studi in laboratorio su alcuni animali (topi nella maggioranza dei casi) confermando le ipotesi stesse. Divisero gli animali in due gruppi: ad un gruppo di topi veniva iniettatala stessa droga nell’ambiente in cui era stata assunta precedentemente; ad altri veniva iniettato il veleno in un ambiente diverso. Il secondo gruppo di topi si dimostrò più soggetto ad un caso di mortalità dovuto al fatto di non trovarsi nello stesso ambiente.

Gli esecutori della ricerca precedente hanno intervistato alcuni ex eroinomani che erano stati ricoverati in ospedale in seguito ad un overdose di eroina. La maggioranza dei sopravvissuti riferiva che l’ambiente nel quale si era verificato l’episodio era atipico. Questi resoconti indicano che il modello pavloviano è utile per la comprensione di questi tragici eventi.