La primavera è il periodo delle fave fresche da consumare insieme al formaggio pecorino durante i pic-nic all'aperto fuori porta. La fava è legume ricco di nutrienti e di fibre, ha un basso contenuto calorico, contiene l'aminoacido levodopa importante per il benessere del cervello ed è ricco di antiossidanti naturali.
In Italia, circa lo 0,4% delle persone soffre di una particolare forma di intolleranza alimentare chiamata favismo o ''malattia delle fave'', principalmente maschi e con una maggiore percentuale di casi nelle isole: Sicilia 1% e Sardegna 14,3%. Secondo l'esperto allergologo Mario Di Gioacchino dell'Università di Chieti, occorre prevenzione, per cui le persone con questa intolleranza devono evitare di consumare legumi, in particolare fave, piselli o verbena e non assumere alcuni farmaci come gli analgesici, gli antipiretici, gli antimalarici, i sulfamidici ed alcuni antibiotici e chemioterapici.
Effetto dimagrante e sul colesterolo Ldl
Il basso contenuto calorico di una porzione di fave fresche, le rende alleate della dieta dimagrante. La ricchezza di nutrienti e fibre aiuta ad abbassare il colesterolo totale e contrastare il colesterolo Ldl ''cattivo''.
Ricchezza di vitamine
Le fave fresche contengono la vitamina A, fondamentale per la vista, per mantenere la pelle giovane e per ossa sane contro artrite e reumatismi. Questi legumi sono una buona fonte di acido folico utile in gravidanza per lo sviluppo del sistema nervoso del feto e sono molto ricchi di vitamina B1 o tiamina, importante per l'attività energetica corporea e la trasmissione nervosa.
Aminoacido levodopa
Le fave fresche sono ricche dell'aminoacido levodopa capace di stimolare la sintesi e la regolazione dei livelli di dopamina ed epinefrina nell'organismo, fondamentali per il cervello, per i movimenti corporei e nella prevenzione del Morbo di Parkinson.
Fonte di ferro
Il minerale principale delle fave fresche è il ferro che favorisce la sintesi dei globuli rossi e aiuta a combattere l'anemia.
Favismo, per deficit enzimatico
Il favismo è una particolare forma di intolleranza alimentare, causata dal deficit congenito dell'enzima glucosio-6-fosfato deidrogenasi, normalmente presente nei globuli rossi, attraverso una trasmissione ereditaria dal cromosoma X. I sintomi di ittero (colorazione gialla della pelle), di emolisi con distruzione fino al 50% dei globuli rossi e collasso circolatorio nei casi più gravi, compaiono dopo 24 - 48 ore dall'ingestione di legumi, come fave, piselli o verbena e di alcuni farmaci.