San Valentino è alle porte, mancano pochi giorni alla festa degli innamorati. Tra qualche giorno milioni di persone festeggeranno una ricorrenza molto particolare dell'anno, ovvero la giornata dedicata all'amore. L'occasione della festa di San Valentino è perfetta per esprimere il sentimento che si prova nei confronti dell'altra metà, ma non tutti sanno quale sia la tradizione che si nasconde dietro alla storia di questa celebrazione, qualcosa che va ben oltre il boom economico dei regali, dei bigliettini d'amore e degli scaffali pieni di cioccolatini.

La giornata del 14 febbraio ha iniziato ad essere festeggiata, così come la conosciamo oggi, a partire dalla fine del XIX secolo.

Vediamo chi era San Valentino, colui che ha dato il nome a questa festa che ha origini davvero meno romantiche rispetto al significato che le viene attribuito.

San Valentino e i riti dei Lupercalia

La festa di San Valentino ha origini molto antiche, precisamente dobbiamo tornare ai tempi dell'antica Roma, quando era usanza celebrare un rito pagano, i Lupercalia, propiziatori per la fertilità e la rinascita della natura dopo l'inverno. Questo rito veniva celebrato verso la metà di febbraio ed era basato sul ciclo della morte e della conseguente rinascita della natura. Era accompagnata da cortei mascherati e rituali propiziatori, che riportavano al caos per poi dar vita alla rinascita.

Tra questi riti, uno prevedeva una sorta di benedizione delle donne e buon auspicio di fertilità, attraverso una pubblica fustigazione da parte di uomini nudi in mezzo alla strada.

La natura di questa tradizione, legata alla sfera della sessualità, venne giudicata come inaccettabile e bandita dalla cristianità. Fu Papa Gelasio I, in un tentativo di abbandonare qualsiasi riferimento esplicito e riportare il significato della festa al romanticismo, che decise di istituire a partire dal 496 una festività dedicata all'amore, ovvero la festa di San Valentino.

Chi era San Valentino

Valentino nacque a Terni nel 176 e, a soli 21 anni, venne consacrato vescovo. Il martire viene considerato il protettore degli innamorati e degli epilettici. Morì per decapitazione il giorno 14 febbraio, data che viene celebrata ogni anno dagli innamorati. Secondo una leggenda, un giorno il Vescovo incontrò sul suo percorso una giovane coppia che stava litigando e riuscì a riconciliarli semplicemente donando loro una rosa e chiedendogli di reggerla entrambi saldamente con le mani.

In seguito, il Santo avrebbe circondato i due giovani da tante coppie di piccioni che si scambiavano dolci effusioni, da qui la nota espressione "come due piccioncini". Secondo i racconti popolari, San Valentino sarebbe intervenuto con un gesto generoso in aiuto ad una giovane donna. La fanciulla era povera e, non possedendo una dote, non avrebbe potuto sposarsi senza l'aiuto in denaro del Santo. Questo gesto viene visto come frutto dell'amore puro, ragion per cui al Vescovo viene riconosciuto il ruolo di protettore degli innamorati.

La festa di San Valentino nel mondo

La festa di San Valentino ha una diffusione molto ampia, che spazia largamente in Europa, in America e anche in Estremo Oriente.

La sua diffusione in Inghilterra e Francia è dovuta ai Frati Benedettini, affidatari della Basilica di San Valentino a Terni. A Parigi alcuni riferimenti storici associano la celebrazione della ricorrenza fin dal 1.400, quando l'Alto Tribunale dell'Amore era impegnato nelle controversie amorose e nelle vicende legate alla vita di coppia.

Dall'interno della Torre di Londra, dov'era recluso, Carlo d'Orléans si rivolse alla moglie Bonne di Armagnac con queste parole: "Sono già malato d'amore, mia dolcissima Valentina". Un ulteriore riferimento alla festa la troviamo all'interno dell'Amleto di Shakespeare, quando Ofelia canta: "Domani è San Valentino".

La tradizione vuole che in alcuni Paesi, soprattutto anglosassoni, ci sia l'abitudine dello scambio di biglietti d'amore, chiamati appunto valentine.

A partire dalla metà del XIX secolo, la festa ha iniziato ad entrare nella cultura popolare, con la commercializzazione su scala industriale di gadget, bigliettini e pensieri da dedicare alla persona amata. Negli anni successivi la tradizione dei biglietti amorosi è passata in secondo piano rispetto allo scambio di regali, tra cui gioielli, cioccolatini e fiori.

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