La busta si fa anche arancione e potrebbe arrivare a mesi anche in Italia. L'Inps sta ultimando i preparativi informatici per la cosiddetta busta arancione, ossia la stima di quanto percepirà di pensione il lavoratore sulla base del percorso contributivo seguito. L'Inps si appresta nei primi mesi del 2013 ad inviare l'informativa online ai circa 10 milioni di lavoratori che hanno il percorso targato interamente Inps; successivamente il progetto coinvolgerà anche chi ha versato a più enti. Il Governo si era mosso a riguardo includendo nel decreto “Salva Italia” la necessità che i lavoratori dispongano costantemente di stime periodiche su quanto sarà l’ammontare dell’assegno pensionistico, in modo da muoversi per tempo con altri strumenti previdenziali.
La situazione pensionistica del nostro Paese non è delle migliori e l’invecchiamento della popolazione suggerisce di integrare l’assegno sociale che potrebbe non bastare più in futuro con la previdenza complementare. Il bilancio sociale dell’Inps non lascia dubbi: circa la metà dei pensionati italiani percepisce meno di 1000 euro al mese - si tratta di circa 7,2 milioni di soggetti. Se l’Inps denuncia che il 17% dei pensionati guadagna meno di 500 euro mensili e il 35% una somma compresa tra i 500 e i 1000, la Covip (Commissione di Vigilanza sul Settore) non è da meno dal momento che presenta statistiche che dicono che la previdenza complementare cresce ad un ritmo lentissimo (+4% da gennaio a settembre 2012).
La busta arancione è realtà in Svezia da circa quindici anni e, riportando le stime relative alla pensione pubblica futura, può diventare occasione per stimolare i lavoratori ad aderire anche a forme complementari. La previdenza complementare è ancora un mercato sottodimensionato per l’Italia: solo il 27% dei lavoratori vi ha aderito e soffrono i fondi di categoria; altrettanto vale per i fondi aperti e i pip (piani individuali pensionistici) alle prese con masse da gestire che non permettono vere e proprie gestioni del patrimonio.
Il nodo cruciale è il contatto con la clientela. Pochi conoscono rischi e opportunità della previdenza complementare, il mercato del lavoro è in crisi e molti italiani fanno fatica a creare risparmio.
Una situazione del genere non aiuta lo sviluppo di un mercato concorrenziale e stabile e la pensione per molti giovani si allontana. Citando una canzone napoletana “Chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato e scurdiammoce ‘o passatu” che sta ad indicare che chi ha tratto profitto dal passato se la gode, arriva un altro consiglio, tagliare col passato e pensare tutti insieme al nostro futuro.