Difficilmente alla chiusura del trimestre ci si sarebbe aspettato un Pil positivo in Italia, con una disoccupazione giovanile che sta prendendo pieghe dilaganti non sembra abbia giovato più di tanto il debole rallentare della recessione. L’Italia rimane incastrata in acque a dir poco mosse dove il prodotto interno lordo è diminuito dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e del 2,4% nei confronti del terzo trimestre del 2011

Il Pil, sempre secondo i dati Istat, a livello mondiale ha beneficiato di un leggero scossone, dopo le buone notizie della lieve ripresa USA, +0,5% e +1% nel Regno Unito; in Italia effetti benefici sul prodotto interno lordo non se ne sono visti e chiudere in rosso il quinto trimestre consecutivo è stato un attimo.

Gli esperti sostengono che la nuova chiusura negativa italiana sia stata comunque ammortizzata da una tendenza diversa degli scossoni negativi  subiti nei mesi precedenti tra il 2011 e il 2012. Insomma è ancora recessione ma il calo (-0,2%) di luglio-settembre è inferiore a quello dei trimestri precedenti dell'anno (-0,8% nel primo e 0,7% nel secondo). Lo comunica l'Istat dichiarando che è stato anche analizzato al rialzo il dato del secondo. La  crescita acquisita del prodotto interno lordo per il 2012 è pari a -2%, l’Istat ha inoltre sottolineato che si tratta della variazione annuale del Pil che si otterrebbe in presenza di una variazione congiunturale nulla nei restanti trimestri dell'anno.

In sintesi sempre secondo l’Istat il risultato del Pil è la somma congiunturale di un calo in alcuni settori quali l’agricoltura e i servizi, attutito questa volta da un lieve aumento del Pil in riferimento al settore industriale.