Dopo il primo scontro tra repubblicani e democratici per la gestione della cosa pubblica, ecco lo scossone prevedibile sulle borse europee che non riescono a tenere bene dopo la piccola crescita del PIL a livello globale. Milano perde lo 0,1%, Londra lo 0,5%. Francoforte lo 0,6% e Parigi lo 0,3%. Seduta tiepida anche  negli Usa dove lo S&P 500 guadagna lo 0,1%, il Dow Jones è piatto, e il Nasdaq guadagna lo 0,3%.

Sul fronte delle obbligazioni lo spread è in calo a 355 punti base. L’euro si è di poco mosso sopra quota 1,27 dollari: la moneta unica passa di mano a 1,2779 dollari dopo aver sfiorato un massimo di 1,2753.

La divisa europea è scambiata a 103,02 nei confronti dello yen.

Inoltre uno scossone all’economia su scala mondiale sembra sia stata data anche dal passaggio dell’uragano Sandy negli Stati Uniti in questi giorni. Tantissime sono state negli USA le richieste giunte nelle ultime ore per il sussidio per la disoccupazione, cresciute a 439 mila, con un incremento del 22% rispetto ad alcuni mesi fa.

E mentre la situazione sia in Germania che in Francia appare stabile, con una leggera crescita del Pil in Germania di 0,2% nell’ultimo trimestre, così come nel paese transalpino, alcune preoccupazioni le sta dando il Giappone. Se negli ultimi giorni si è parlato di crisi anche per il paese nipponico, c’è da sottolineare come, oltre alla ferrea resistenza dello yen che seppur in calo evidente sembra tenere, la Borsa di Tokyo termina gli scambi con un aumento dell 1,90%. Valori negativi anche per le altre importanti piazze asiatiche: Nel resto dell'Asia Hong Kong ha perso l'1,55%, Shanghai l'1,22% e Seul l'1,23%.