La fiducia dei consumatoriè in calo: a gennaio 2013, secondo i dati ISTAT, l'indice che registra il livellodi fiducia di chi accede ai beni di consumo è calato all'84,6%, -1,1% rispettoall'85,7% del dicembre 2012. L'ISTATrileva una flessione sia nella componente riferita al clima personale (da 90,7a 89,3) sia, in misura più lieve, in quella relativa al clima economicogenerale (da 72,9 a 72,7). La nota ISTAT prosegue evidenziando la diminuzionedell'indicatore del clima corrente (da 91,4 a 90,9) e quella dell'indicatore riferitoalla situazione futura (che scende da 78,0 a 77,1).

In lieve peggioramento anche igiudizi e le aspettative sulla situazione economica italiana. Aumentano invecele attese sulla disoccupazione. Peggiorano inoltre opinioni e attese riguardanti la situazione economica familiare, oltre al saldo dei giudizi sul bilanciofamiliare e i giudizi sulle opportunità attuali di risparmio. Non registrano grandi cambiamenti le opinioni sulle possibilità future e migliorano i pareri sull'opportunitàall'acquisto di beni durevoli. Negativi anche i giudizi sull'evoluzione recentedei prezzi al consumo. Le valutazioni sull'evoluzione nel prossimo anno indicano un peggioramento della dinamica relativa all'inflazione. Territorialmente ildato sulla fiducia è ovviamente diversificato: aumenta lievemente nel Nord-ovest,e diminuisce invece nel Nord-est, al Centro-Italia e nel Mezzogiorno.

Federconsumatori, in una sua nota di commento sui dati relativialla fiducia dei consumatori, manifesta preoccupazione per le condizioni in cuiversa l'Italia dal punto di vista socio-economico: "le famiglie, giàpesantemente gravate da una tassazione che ha raggiunto livelli record, devonoanche sopportare costanti aumenti di prezzi e tariffe". Secondo l'OsservatorioNazionale Federconsumatori difatti, il costo complessivo delle bollette peracqua, elettricità, gas e rifiuti ha raggiunto nel 2012 la somma di 2 mila e 400 euro a famiglia. All'effettodella tassazione deve aggiungersi poi la dinamica dell'aumento dei prezzi e la conseguenteperdita del potere di acquisto: l'insieme di questi fattori spiega la contrazionedei consumi che nel biennio in corso raggiungerà – secondo una stima diFederconsumatori - il -6,1%.

La responsabilità del clima disfiducia – secondo l'opinione di Rosario Trefiletti (presidente diFederconsumatori) e di Elio Lanutti (presidente dell'ADUSBEF) – non è daattribuire solo ed esclusivamente alle vicende della crisi economica, ma èstata aggravata da politiche recessive che il governo ha attuato, che nonpotevano non ripercuotersi negativamente sulla propensione al consumo.

"Datempo chiediamo che vengano varate misure concrete per la crescita – affermano Trefilettie Lanutti - ed ora, vista l'imminenza del voto, ci rivolgiamo al Governo cheverrà eletto. Il prossimo esecutivo dovrà avere come priorità assolutal'adozione di provvedimenti e investimenti per lo sviluppo, necessari perrisollevare la nostra economia".