Il lavoro impoverito del suo valore, precarizzato, sempre più incertoin assetto di crisi economica e produttiva del Paese ha reso affannoso ilrespiro del lavoratore precario-flessibile e soffocato le energie di chi avendoun contratto a tempo indeterminato se lo tiene stretto pur soffrendo ognigiorno in un ruolo che vorrebbe cambiare e non potendo sta male.
Il mondo del lavoro è complesso,difficile, compresso in Italia, ma è anche nobilitante, può essere piacevole,arricchente e rende dignità al lavoratore, per questo ci vuole più eticapubblica, partecipazione civica, legalità ed equità nelle scelte delle azioniintraprese unite alla qualità della vita della gente.
Preoccupa i sindacati, ladisoccupazione, inoccupazione, sottoccupazione, scoraggiamento diffuso,inattività professionale, lavoro irregolare, insufficiente valorizzazione dellecompetenze che determinano un generale pessimismo collettivo il quale non aiutaa riscoprire un terreno fruibile di qualità lavorativa.
Dal "Piano del Lavoro 2013",presentato dal maggiore sindacato dei lavoratori, si evince che ci sono stati15 anni di non produttività nel Paese, 20 anni di profitto creato da renditefinanziarie e immobiliari, 1 mld di ore di cassa integrazione, 4 mln dilavoratori precari, 3 mln di disoccupati, tasso di disoccupazione oltre l'11%.E poi c'è il 37% di giovani che non lavorano, 2 mln di essi non studiano e nonlavorano, 800mila donne hanno lasciato il lavoro dopo la maternità, 15 mln dilavoratori sono inattivi, 8% di produttività è stata perduta nel decennio2000-2010.
L'idea del mercato che si regola da sé sembra aver prodotto inItalia degli squilibri e da ciò si deve partire per un rilancio culturale chedia valore all'istruzione, formazione e qualità lavorativa, ciò è quantoesposto nel documento citato.
Creare lavoro, difenderlo, ripristinare lalegalità, buona occupazione e lavoro dignitoso, puntare su nuovi modelli diconsumo, risparmio di energia, favorire conoscenze e formazione di qualità,recuperare risorse da reinvestire nel mercato dell'occupazione, inclusivitàsociale, equità contributiva, sostenibilità economica, sono tutti temi dienorme attualità verso i quali trovare risposte convincenti nei prossimi cinqueanni. Secondo il pensiero sindacale un lavoro povero impaurisce i consumi,quello non formato riduce la qualità, precarietà lavorativa non utilizza nésapere né creatività.
Costruirsi uno stile di vitalavorativo soddisfacente significa agire diversamente e pensare in mododifferente dalla massa. Libertàfinanziaria, autonomia lavorativa,gestione del tempo in armonia con ilproprio ritmo di vita, frequentare interessi rivitalizzanti, possono esserealcuni elementi sui quali trovare risposte più esaustive e puntare di piùrispetto a quanto fatto finora. Ripensare il lavoro nelle decisioni quotidianepuò essere il primo passo per divenire imprenditori di se stessi e originali architettidi una vita che sappia coniugare tempo e guadagno, attività e piacere,interessi e lavoro, quotidiano impegno e stile soft di benessere integrale. Illavoro, formazione e la preparazione accompagnano e costruiscono l'identità dellavoratore di ogni età e poter mostrare il valore acquisito aiuta nellosconfiggere l'attuale stagnazione del mercato.
Conoscere la realtà del lavoro,"(ri)prendere" l'attività che piace, basare la conoscenza su solide basiformative e informative, applicare a se stessi utili atteggiamenti mentaliefficaci, è ciò che può risvegliare il potenziale sopito di ognuno rivolgendola mente verso soluzioni mai pensate in precedenza.
Uno stimolo alla questione potrebbe essere dato dall'innestare il "volontariato"nella gestione delle ore di cassa integrazione del singolo lavoratore,impiegando il capitale umano per risanare un'attività d'impresa in difficoltàper un tempo definito senza dover lasciare a casa deperire la forza lavoro. Altroesempio potrebbe essere l'Impiego di volontari (con turnover) per alcuniservizi nella P.A (ritoccando la legislazione) nella città di residenza delvolontario per abbattere tutti i costi, ottenendo in cambio esperienza nellavoro, arricchimento curriculare riconosciuto e un punteggio per concorsi (es.max 1 punto).
Un ultimo esempio potrebbe essere un sondaggio su larga scala trai lavoratori desiderosi di nuove realtà di lavoro da ciò avviare un piùorganico e mirato transfer tra lavoratori in campi di lavoro (non troppospecialistici), ricollocando meglio le loro ambizioni e necessità con laformazione ad hoc presso centri dell'impiego innovativi.