Oggi, 31 gennaio, scade il termine per il pagamento del canone Rai: si tratta della tassa piùevasa dagli italiani con punte che raggiungono l'90% in alcune regioni del Sudd'Italia. Ma i cittadini del Belpaese non hanno le idee ben chiare in merito: adare indicazioni ci pensa l'AssociazioneContribuenti Italiani.

Per prima cosa, pochi sanno che in Italia esistono due canoni, come sottolinea ilpresidente di Contribuenti.it, Vittorio Carlomagno: quello ordinario, dovutodalle famiglie, e quello speciale,dovuto da imprese, lavoratori autonomi, enti pubblici, enti pubblici noneconomici ed enti privati.

Se il canone ordinario è dovuto per il possesso di "apparecchiatti o adattabili alla ricezione delle radioaudizioni" il canone speciale si devepagare anche per il possesso dicomputer, monitor e altri apparecchi multimediali (videofonino,videoregistratore, iPod, sistemi di videosorveglianza e via di questo passo)posseduti dalle imprese o enti pubblici o privati.

E sono proprio le imprese ad evadere di più: il tasso dievasione si attesta per il 2012 al 44% per le famiglie e addirittura al 95%per le imprese.

Per ignoranza o per scelta cosciente:da più parti si rileva in effetti la "stranezza" di dovere pagare dei soldialla Rai per il semplice possesso di computer e monitor utilizzati per lavoro. Unapolemica diffusa che ancora non ha trovato una soluzione. Ma la legge non fasconti a nessuno: in caso di omesso pagamento è prevista una sanzione fino a 619 euro da parte delleAgenzia delle Entrate e la riscossione coattiva da parte di Equitalia.

In termini di imposta evasa, si stima che ogni anno lefamiglie italiane "risparmino" qualcosa come 550 milioni di euro, mentre le imprese 1,2 miliardi di euro l'anno. A livello geografico, tra i maggiorievasori del canone Rai figurano i residenti nelle province di Caserta, Imperia,Foggia e Bolzano, dove l'evasione sfiora il 90% delle famiglie. All'opposto, leprovince più virtuose sono quelle di Aosta, Siena, Pescara e Campobasso dovel'evasione si attesta al 12%.

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