La legge di stabilità ha portato finalmente vantaggi per alcuni cittadini: dal primo gennaio 2013 partono gli aumenti derivanti dalle detrazioni per figli a carico.

Si varia dai 950 euro per ogni bambino ai 1.220 euro per i figli con meno di 3 anni. Per i portatori di handicap, questi importi vanno aumentati di 400 euro ciascuno. È bene ricordare, però, che queste cifre variano a seconda del reddito del dichiarante: più è alto, più le detrazioni diminuiscono.

Ad esempio, per un genitore che dichiara un figlio a proprio carico al 100%, con un reddito annuo pari a 20.000 euro, potrà godere di un’agevolazione pari a 118 euro.

Se i figli fossero due, di cui uno con meno di tre anni, l’incentivo sarebbe di 385 euro. Infine, nel caso di tre figli, di cui uno con meno di tre anni, la detrazione sarebbe pari a 521 euro.

Diversa sarebbe la situazione se il genitore avesse un reddito annuo pari a 40.000 euro. In tal caso, con un figlio a proprio carico al 100%, avrebbe un’agevolazione di soli 87 euro, che salirebbero a 299 euro in caso i figli fossero due, di cui uno con meno di tre anni, e detrazioni pari a 422 euro nel caso di tre figli, di cui uno con meno di tre anni.

Gli esempi qui sopra, poi, variano da regione a regione. Infatti, nelle regioni che registrano deficit, le addizionali annullano gli sconti. Ciò significa che per le famiglie residenti in Abruzzo, Calabria, Campania, Lazio, Molise, Piemonte, Puglia e Sicilia, le addizionali possono arrivare anche al 2,33%, andando sostanzialmente ad annullare gran parte degli effettivi positivi delle detrazioni fiscali per figli a carico.

Inoltre, si deve tener conto di un altro 1,1% per le addizionali comunali che riguardano tutta Italia. Insomma, con i conti della sanità in rosso, i contribuenti di queste otto regioni potrebbero pagare il 3,5% circa del proprio reddito agli enti territoriali.

Oltre a questi principali fattori di variazioni, bisogna comunque tener conto del fatto che siano le amministrazioni pubbliche locali ad applicare percentuali diverse, con la conseguenza di addizionali leggermente variabili da comune a comune. Inoltre, gli aumenti delle addizionali riguardano tutti i contribuenti, anche quelli senza figli, che avranno comunque imposte lievitate già nella prima busta paga o pensione dell’anno.