Il coworking consiste nella condivisione degli spazi di lavoro e interessa soprattutto i freelance che cosi hanno modo di inserirsi in un contesto dinamico ed evitare di isolarsi a casa dinnanzi al pc. Si tratta di una nuova frontiera del mercato del lavoro che permette un notevole risparmio dei costi d'ufficio, al momento è  poco sostenuto da fondi pubblici e aziende private e la maggior parte degli esperimenti in atto sono frutto di accordi liberi tra professionisti.

Il concetto di coworking nasce nel 2005 quando Brand Neuberg, programmatore della Silicon Valley, lanciò un progetto di coworking per portare avanti le sue attività di freelance.

L'idea alla base evita al lavoratore autonomo di lavorare ore e ore in solitudine e di condividere spazi e idee con altri lavoratori spesso non dello stesso settore di appartenenza.

Infatti, il coworking si differenzia dalla logica dello studio associato, perchè mette insieme spesso persone con competenze diverse e di settori diversi nello stesso ufficio favorendo uno scambio di opinioni maggiore anche se esistono coworking tematici che mettono insieme solo professionisti dello stesso settore e a numero limitato.

Al momento si contano nel mondo quasi 2000 uffici di coworking, il fenomeno ha conosciuto una crescita incredibile soprattutto nell'ultimo anno (+ 93%) causa la situazione economica. Gli Usa sono il paese più avanzato in materia, in Europa la Germania conta il maggior numero di uffici. Secondo alcune indagini di mercato, il fenomeno interessa soprattutto i freelance con un’età compresa tra i 28 e i 38 anni e aumenta la produttività.

Quasi tutti i freelance coinvolti hanno aumentato la loro rete di contatti sociali e le attività di condivisione portano ad un'organizzazione più snella e veloce  in caso di workshop e conferenze.

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