Davvero allarmanti i dati pubblicati e diffusi ieri da Unioncamere circa lo stato delle imprese italiane che fotografa in maniera drammatica l'impatto della crisi sul tessuto produttivo italiano. Infatti, se sono state 383 mila le imprese nate nel 2012, ovvero, il dato più basso degli ultimi otto anni con una decrescita di oltre 7 mila imprese rispetto al 2011, nello stesso anno sono state 364.972 le aziende che hanno chiuso i battenti. Il dato quotidiano è di mille attività costrette a chiudere ogni giorno, dato in aumento di 24 mila imprese in più rispetto all'anno precedente.
Parlando di valore generato, sono 18.911 imprese in meno in Italia in un solo anno.
Questo dato è il peggior risultato dal 2009 che, afferma Unioncamere è "l'anno peggiore dall'inizio della crisi".
A pagarne il prezzo sono soprattutto le imprese manufatturiere (6.515 aziende in meno), di costruzioni (7.427 aziende in meno) e quelle agricole (ben 16.791 aziende in meno). Mentre a livello di distribuzione regionale, è il Nord ha subire maggiormente il colpo, probabilmente per la sua forte densità industriale, perdendo circa 6.600 imprese.
A tener duro sembrano essere i giovani under 35, le donne e gli immigrati che, per quanto riguarda i settori dal turismo al commercio, ai servizi alle imprese e alle persone, hanno contribuito a non far precipitare ulteriormente il bilancio anagrafico delle imprese italiane.
Ferruccio Dardanello, presidente di Unioncamere, coglie l'opportunità di esprimere il proprio appello alla politica: "Tra poco la politica avrà di nuovo in mano le sorti del Paese e deve sapere che l'obiettivo primo e urgente della sua agenda deve essere quello di rimettere al centro dell'azione politica l'impresa, da cui dipende il lavoro, riducendo su entrambi i fronti la pressione fiscale in linea con le più competitive economie europee.
La ripresa può venire solo dal mercato e dunque serve favorire la nascita di nuove imprese ad elevato contenuto occupazionale e tecnologico, dando priorità al Mezzogiorno, ai giovani, alle donne e all'imprenditoria sociale".