"La prima verità è che la situazione economica dell'Italia è ancora grave": era atteso da tutti il primo discorso del nuovo premier Enrico Letta, che parlando alle camere ha esordito con il dato di fatto della difficile congiuntura economica in cui il paese versa.

Tante le possibili risposte tracciate e tanti gli argomenti toccati dal presidente del Consiglio: i più eclatanti riguardano lo stop all'Imu e la generale riduzione della pressione fiscale, ma uno dei punti importanti trattati è quello che riguarda i giovani, definiti come "una delle due grandi risorse del paese" insieme ai beni culturali e alle bellezze del territorio italiano.

"Dobbiamo liberare le energie migliori del Paese - sostiene Letta -. Non partiamo da zero, ma da due grandi risorse. Prima di tutto, i giovani. 'Scommettete su cose grandi' ha detto proprio ieri Papa Francesco rivolto a loro. E noi abbiamo gli strumenti per aiutarli".

"Quello generazionale non è solo un tema attinente al rinnovamento della classe dirigente, è una questione drammatica che scontano sulla propria pelle milioni di giovani. Segnala bassi tassi di istruzione e di occupazione, porta con sé lo sconforto, e anche la rabbia, di chi non studia né lavora. Chiediamoci quanti bambini non nascono ogni anno, in Italia, per la precarietà che limita le scelte delle famiglie giovani".

Quali misure adotterà il nuovo governo?

quali le strategie in questo ambito? Prima di tutto sarà semplificato e rafforzato l'apprendistato, che, riporta Letta, "ha dato buoni risultati in paesi vicini".

Un aiuto potrà poi venire dalle modifiche alla legge 92/2012 sul mercato del lavoro, modifiche che sono state suggerite dalla "Commissione dei saggi" istituita dal presidente della Repubblica Napolitano: riduzione delle restrizioni al contratto a termine, finché dura l'emergenza economica, ma anche aiuti alle imprese che assumono giovani a tempo indeterminato, con defiscalizzazioni o con sostegni ai lavoratori con bassi salari, condizionati all'occupazione, in una politica generale di riduzione del costo del lavoro e del peso fiscale.

Tra le misure Letta ha promesso anche stimoli all'imprenditorialità giovanile. E passi decisivi sulla strada europea tracciata dal programma "Youth guarantee", per garantire effettivi sbocchi occupazionali. Un insieme di linee, ovviamente non dettagliate, ma che sicuramente segnano l'inizio di un percorso sulla base del quale il nuovo governo potrà operare confrontandosi con tutte le parti politiche del paese. E' la strada giusta?