Le imprese aspettano i loro soldi
In un clima oggettivamente drammatico e per certi versi surreale, per via diuna situazione politica di stallo anomalo, inedita e ancora tutta da decifraredopo la nomina dei dieci "saggi" o super-esperti da parte del Presidente Napolitano,il nostro Parlamento deve comunque sistemare, una volta per tutte, la questionerelativa ai debiti (molti, troppi) della Pubblica Amministrazione nei confrontidelle imprese. Secondo quanto trapela, già mercoledì prossimo il Consiglio deiministri dovrebbe approvare il provvedimento, dando così un po' di ossigenoagli operatori economici, con un intervento complessivo stimato intorno ai 40 miliardidi Euro che saranno erogati tra la seconda metà del 2013 e il 2014.
La ripartizione dei pagamenti
Per quanto riguarda quest'anno, Comuni e province pagheranno 12 miliardi, loStato solo 3,5 miliardi, Asl e Regioni 5 miliardi. In una congiuntura economicaassai delicata Borse e Spread dovrebbero reagire positivamente, perché almomento la produzione è ferma, la disoccupazione a livelli record e anche gliIstituti di credito faticano comprensibilmente a concedere mutui, dato l'elevato numero diinsolvenze divenute quasi fisiologiche, al punto da mettere in discussione lastessa tenuta del sistema-Italia nell'ambito più ampio e complesso dell'Euro.
La crisi dell'Euro
Bisogna aggiungere che l'Euro è in discussione, con movimenti nuovi come M5Sche ipotizzano addirittura un referendum per uscirne.
Se è facile dirsieuropeisti, bisogna riconoscere che nella valutazione del rapportocosti-benefici derivanti dall'entrata dell'Italia nell'area Euro il saldo non èaffatto positivo come molti economisti prestati alla politica vogliono farcredere.
È vero, in questi dieci e più anni siamo sopravvissuti, abbiamomantenuto un minimo di credibilità internazionale, ma la spina dorsale dellanostra economia, cioè la piccola e media impresa che dà da mangiare alla maggiorparte delle famiglie ha oggi le ossa rotte, travolta dalla crisi, dal crollodei consumi e dalla concorrenza dei grandi centri commerciali. Il disastro sociale e finanziario diquesti anni è sotto gli occhi di tutti e il pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione è solo la classica boccata d'ossigeno.