Il comico genovese Beppe Grillo e il suo amico Gianroberto Casaleggio avevano visto giusto fondando, il 4 ottobre 2009, il Movimento 5 Stelle. Non avevano però fatto i conti con la politica reale, con la politica del compromesso.
Il risultato delle elezioni del 26 febbraio 2013 con le quali il M5S aveva conquistato 109 deputati e 54 senatori era andato al di là di ogni più rosea previsione, ma di certo non consentiva loro di governare da soli. Rastrellare voti in giro per l'Italia, con lo tsunami tour, era stato fin troppo facile vista la situazione economica del Paese.
Incolpare l'Europa e l'Euro per i problemi dell'Italia era diventato un gioco da ragazzi, visto anche l'atteggiamento della Germania di Angela Merkel e le sparate della Commissione europea. Se a questo aggiungiamo il comportamento sciagurato e truffaldino di molti politici nostrani il gioco è fatto.
il 25%, cioè un quarto degli elettori italiani, ha votato il Movimento 5 Stelle, non importa se per convinzione, per protesta o per cambiamento, sta' di fatto che ha votato i grillini scoperchiando il vaso di Pandora. I partiti politici tradizionali sono stati spiazzati ed hanno reagito in modo confuso, non hanno saputo cambiare il loro modo di fare politica ed hanno continuato a dare all'opinione pubblica una percezione di vecchio, di già visto, di stantio.
Proprio in quell'istante il M5S avrebbe dovuto cambiare marcia. Una volta entrati nei palazzi del potere dovevano aprire a qualche compromesso, dovevano cioè formare un governo con il Partito Democratico di Pierluigi Bersani e cambiare il Paese dall'interno delle Istituzioni, come avviene in tutti i Paesi democratici del mondo.
La cocciutaggine di Grillo, invece, li ha arroccati in una posizione insostenibile a lungo termine non essendo di fatto nè maggioranza nè minoranza nel Paese. La presunta superiorità morale dei 5 Stelle si sta' lentamente trasformando in un boomerang, i continui "no" dati a proposte anche valide stanno dimostrando i limiti del Movimento che rischia, nell'eventualità di nuove elezioni anticipate, di essere ridimensionato notevolmente e quindi di aver vanificato una grande e forse irripetibile occasione per l'Italia.
Riuscire a trasformare una protesta in un cambiamento reale e positivo richiede grandi capacità morali, organizzative e di compromesso, qualità che i dirigenti del Movimento 5 Stelle probabilmente non hanno, ma vista la situazione del Paese vorremmo essere smentiti, vorremmo lasciarci stupire e credere che le cose possano cambiare.