Finalmente Bersani ha trovato un nome da proporre per la carica di Presidente della Repubblica: il leader del PD ha proposto ieri nella serata l'ex presidente del Senato Franco Marini. La scelta è stata drammatica e avvenuta con non poche divisioni all'interno del Partito Democratico (220 si e 90 no e 21 astenuti), con le aspre affermazioni di Renzi che ha affermato che con Marini ci si getta nel conservatorismo estremo.
Anche Sinistra e Libertà ha abbandonato l'assemblea prima della votazione quando ormai il nome di Marini sembrava ascendere sempre più.
Domani Sinistra e Libertà deciderà in un'assemblea interna se votare l'ex sindacalista o appoggiare Rodotà, il candidato del Movimento Cinque Stelle.
Positivo invece è stato il giudizio di Berlusconi e di tutto il Pdl: "Marini è una persona seria ed estremamente corretta". Positivo anche il giudizio di Scelta Civica che con Marini vede una persona influente per l'Italia che mostrerebbe una certa continuità al Colle.
Ma chi è il presidente Marini? Marini nasce all'Aquila nel 1933, si laurea in Giurisprudenza, nel 1950 si scrive alla Democrazia Cristiana ed entra nel sindacato della Cisl. Nel 1965 diventa Segretario Generale della Federazione dei Dipendenti Pubblici. Negli anni Settanta dopo aver seguito il maestro nella Cisl Giulio Pastore diventa vicesegretario del sindacato per poi rivestire nel 1985 la carica di Segretario Generale.
Nel 1991 alla morte di Carlo Donat-Cattin ne eredita la corrente politica. Nel 1997 diventa Segretario del Partito Popolare Italiano. Nel 1999 viene eletto Europarlamentare abdicando la presidenza del partito in favore a Castagnetti. È tra i fondatori prima della Margherita e poi del Pd, per poi diventare nel 2006 Presidente del Senato.
Oggi ci vorranno per l'elezione 672 voti che, dato l'accordo tra i tre grandi partiti (Pd, Pdl e Scelta Civica) potranno darci sin da subito il Presidente della Repubblica, che sarà Franco Marini. Ai parlamentari adesso l'ardua sentenza.