C'era una volta il "pezzo di carta", che garantiva l'accesso alle professioni. Ora può dare adito solo a disoccupazione o sotto occupazione. Il Paese è pieno di laureati in lettere, filosofia, sociologia… che lavorano nei call center, nel precariato, che si improvvisano anche pizzaioli o camerieri. Difficile riqualificarsi, proporsi in una diversa dimensione lavorativa. In certi ambienti sei e vali secondo quello che hai fatto.

E' consentito fare il cameriere durante gli studi, anzi è titolo di merito, non dopo. Che fare? Niente, tutto avrebbe dovuto essere stato fatto prima.

Il liceo in una scuola privata, poi la Bocconi e master all'estero, magari una seconda laurea complementare… cose che costituiscono una sorta di pedigree, di certificato di razza. Così si scelgono i cani destinati a diventare campioni e i dipendenti che saranno manager. Non basta ancora, occorrono le conoscenze. Non parliamo di raccomandazioni, ma di utili frequentazioni con imprenditori e dirigenti di alto livello. Dove?

L'iscrizione a un circolo di golf potrà rivelarsi vincente. Sul green potrete esporre i vostri punti di vista, farvi apprezzare, sarete "uno di loro". Dimenticate il biliardo anche se lo preferite. Da non sottovalutare anche l'ambiente ecclesiastico, per una carriera politica o nelle strutture e attività della Curia.

In fondo la Chiesa è la più grande multinazionale del pianeta. In questa direzione potrebbe essere utile la frequentazione di ambienti dell'Università Cattolica.

Ovviamente occorrono sicurezza in sé stessi, facilità di comunicare ad ogni livello, aspetto gradevole, doti di simpatia, gusto nel vestire e "faccia tosta". Non sono ammesse eccentricità, né fisiche, né comportamentali. Da qui a una proposta di lavoro, il passo è breve. Esercizio di "ruffianeria"? Forse, ma si sa… "il fine giustifica i mezzi". Quasi sempre sono i genitori a indirizzare lo stile di educazione, ma il resto dipende da voi. Siete disposti e in grado di entrare in questa logica per avere successo? Se la risposta è "no", potrete consolarvi sentendovi ribelli e alternativi e continuare a fare i precari. Se la risposta è "si", buona fortuna.