Il contro-esodo estivo ormai si può ritenere terminato e gli italiani hanno ricevuto una brutta sorpresa: infatti i prezzi della benzina sono saliti alle stelle, raggiungendo i 2 euro al litro. Ma come è possibile un aumento simile?
Il Codacons, che difende i consumatori, ritiene che la colpa sia da attribuire ai benzinai, i quali approfittano della situazione e rincarano i prezzi per il ritorno dalle ferie. Si è lanciato anche un appello in cui si chiede a coloro che attraversano le autostrade, di fotografare i distributori, al fine di pubblicare i prezzi, per avere un eventuale risarcimento successivo, dovuto ai danni della speculazione.
Intanto l'Unione petrolifera si è lamentata per le azioni del Codacons, dichiarando che loro non c'entrano nulla, poiché hanno espressamente detto ai benzinai di mantenere i prezzi più bassi. Ha inoltre ricordato che a gravare sul prezzo della benzina ci sono anche altri fattori, come ad esempio l'attacco degli Stati Uniti alla Siria, per non parlare del fisco, il quale si accaparra una percentuale pari al 60% di ciò che un'automobilista spende.
Il Codacons ha ribattuto dicendo che non è una novità che durante il contro-esodo estivo i prezzi del carburante si alzino improvvisamente: la magistratura ha perciò deciso di indagare sulle speculazioni. Viene anche accusato il Governo Letta, il quale secondo il Codacons dovrebbe preoccuparsi di punire i petrolieri invece di aumentare le tasse.
Si è risposto che le compagnie petrolifere, nonostante sui mercati internazionali il prezzo della benzina fosse aumentato anche di sei centesimi al litro, hanno comunque mantenuto i prezzi stabili: solo negli ultimi giorni hanno dovuto rincarare il carburante di 1,5 centesimi, a causa della questione della Siria. C'è da dire anche che tra poco aumenterà anche l'Iva: che cosa accadrà dunque? I prezzi aumenteranno ancora?