La BCE ha lasciato il costo del denaro allo 0,25%: questoquanto annunciato poco fa dopo la riunione del board dell'istitutopresieduto da Mario Draghi. Non ritoccati anche il tassomarginale, lasciato allo 0,75%, ed il tasso sui depositifermo allo zero.

Quella della Banca Centrale Europea era una decisioneattesa e già ampiamente prevista dai mercati e dagli operatorifinanziari, tanto che le principali borse europee non hanno fattoregistrare movimenti particolari, con Piazza Affari (+1,3%) chesi conferma la prima del Continente, davanti a Madrid (+1,11%),Francoforte (+0,3%), Londra (+0,19%) e Parigi (+0,05%).

Buone notizie arrivano anche dagli Stati Uniti in quanto sono visteal rialzo le previsioni sui consumi, mentre i tagli dei posti di lavorosono calati del 5,9%, molto meno rispetto al precedente dato del20,6%.

Come detto la decisione della BCE di lasciare invariato iltasso di interesse principale, e tutti gli altri, eraprevedibile dato il momento di bassa inflazione, ritenuto essereduraturo e intorno all'1%, e gli accenni di solo moderata ripresadell'economia. Ci saranno interventi solo se l'inflazione dovessescendere sotto l'1% (ma Draghi ritiene che dovrebbe risalire verso il2%) o se ci fosse una sensibile ripresa economica, cosa che comunquenon viene prevista prima del 2015.

Queste le parole più importanti del presidente della BCE: "E'prematuro dichiarare vittoria contro la crisi.

La ripresa c'è maè debole, modesta e fragile. Ci sono diversi rischi di caratterefinanziario, economico, geopolitico e politico che possono minarle";dato che Pil e produzione industriale saranno deboli nei primi mesidel 2014, ha precisato Mario Draghi, il ritmo della ripresa saràlento, dunque la politica economica ora perseguita deve esseremantenuta, così da accompagnare la crescita della domanda interna edelle esportazioni, sperando che la troppo alta disoccupazione possaregredire.