Per l'economia italiana è previsto un netto miglioramento rispetto a quanto avvenuto lo scorso anno, ma meno di quanto inizialmente previsto dalle proiezioni del Governo. Se nel 2013 il dato del PIL è risultato in calo dell'1,9 % (arrivando a toccare i livelli del 2000), per il 2014 la crescita sarà dello 0,6%.

Il Governo deve rivedere i propri conti

Il discostamento rispetto alle stime precedenti è dello 0,2% (il dato previsionale del PIL era al +0,8%). Per il Governo il bicchiere può comunque essere considerato come mezzo pieno visto che si può vedere un effettivo ritorno del segno più dopo tre anni di ininterrotta discesa.

Oltre a ciò, la somma delle misure economico-finanziarie ordinarie e straordinarie (come il rimborso dei crediti della PA verso le imprese e il bonus da 80 € per i dipendenti della classe media) potrebbe aiutare l'economia a conseguire dati ancora migliori.

Le famiglie tentano cautamente un ritorno ai consumi

Nell'arco del prossimo biennio le famiglie dovrebbero riuscire ad aumentare i propri consumi, per arrivare a una crescita del PIL del + 1% nel 2016. Il rinnovato clima di fiducia concorre alla stabilizzazione dei consumi, mentre le condizioni economiche delle famiglie ottengono dei primi timidi miglioramenti.

Unica nota stonata resta il tasso di disoccupazione, previsto su livelli molto elevati ancora per diversi anni. Le condizioni del mercato del lavoro continueranno pertanto a dimostrarsi difficili per chi si trova al primo inserimento o per chi cerca di trovare un nuovo collocamento.

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